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Charlie Hebdo, copertina choc: "Loro hanno le armi, noi lo champagne. Si fottano". Siamo già così forti?

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di Simone Rausi

Charlie Hebdo non perde di mordente e, anzi, con la nuova copertina post attacchi terroristici parigini, mette sul piatto ancora più irriverenza e cinismo. La cover del nuovo numero, attesissima, porta la firma di Corinne Rey (Coco), la disegnatrice che è scampata all’attacco terroristico che ha devastato la redazione lo scorso 7 Gennaio provocando la morte di 12 persone.

Guarda la copertina di Charlie Hebdo dopo la strage in redazione

”Loro hanno le armi. Si fottano. Noi abbiamo lo champagne”. E il tutto sulla caricatura di un uomo crivellato di colpi di kalashnikov da cui, invece di sgorgare sangue, fuoriescono zampilli di vino con le bollicine. Un titolo e un visual di fortissimo impatto. I colori sono vivaci e allegri, il fumetto è come al solito divertente, ma il retrogusto amaro, questa volta, sovrasta tutto il resto. E c’è il rischio che l’effetto finale non sia del tutto gradevole ma fin troppo destabilizzante. Lo stile di Charlie Hebdo, in fondo, è sempre stato questo e in certe occasioni l’asticella non può che alzarsi. Specie quando si va a toccare un nervo scoperto, una ferita che – in quella redazione – è ancora sanguinante e ben lontana dall’essere cicatrizzata.

La simbologia dietro questa cover è praticamente infinita. C’è la Parigi che, nonostante le ferite, continua ad alimentare il suo spirito frizzante. La vita che scorre nonostante le esplosioni e i proiettili. La bellezza della vita (e i suoi piaceri) contro le orribili barbarie della morte (di cui le armi sono il simbolo assoluto). Noi meglio di voi. Noi più forti di loro. Nonostante tutto. Non tutti, però, possono contare sullo stesso spirito, la stessa forza (seppur di facciata), che Charlie Hebdo sfoggia con tanta prepotente irriverenza. E il pensiero vola subito alle migliaia di persone connesse alle centinaia di vittime tra morti e feriti. Cosa proveranno di fronte a una copertina del genere? Forse non siamo ancora pronti. Non abbiamo la voglia di mostrarci forti a tutti i costi. Per qualcuno è ancora tempo di piangere, anche se la collettività e lo spirito nazionale possono e devono tenere botta, non mostrare l’altro fianco, reagire urlando o meglio, ridendoci su.

L’editoriale all’interno, a firma di Riss, prova ad aggiungere alcune parole per completare il quadro: “Senza rendersene conto i parigini del 2015 sono diventanti un po' i londinesi del 1940, determinati a non cedere, né alla paura né alla rassegnazione. E' questa l'unica risposta che possiamo dare ai terroristi. Rendere vano il terrore che cercano di creare”. E champagne sia allora. Ma non chiedeteci di brindare alla vita. Non ancora.

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