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Claudio Strada libero, non è lui il killer di Brindisi

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Troppo desiderio di trovare un colpevole a tutti i costi anche se innocente. Non è Claudio Strada, l'uomo che fino a poche ore fa era già stato indicato da tutti i giornali come responsabile, il killer della scuola di Brindisi in cui è rimasta uccisa Melissa Bassi e non è neanche lui ad aver azionato il telecomando che ha fatto esplodere la bomba. Il tecnico antennista è stato condotto ieri pomeriggio in Questura per essere interrogato.

Parla Claudio Strada, l'intervista

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Claudio Strada, le info dal web

Anche il fratello di Strada, presunto complice, messo sotto torchio ieri pomeriggio dagli investigatori, ha un alibi di ferro: in giorno in cui è scoppiato l'ordigno era al centro commerciale con sua figlia. Ci sono anche gli scontrini a confermarlo. Il cinquantenne Claudio era il principale sospettato a causa della grandissima somiglianza, soprattutto per il particolare della mano destra offesa, con l'uomo che appare nel filmato in mano degli inquirenti, ripreso mentre schiaccia l'innesco della bomba. Strada dopo l'interrogatorio è stato rilasciato.

I funerali di Stato di Melissa, foto

E a Brindisi il tecnico tv era già stato condannato. La macchina della Polizia che lo ha condotto in Questura è stata assalita dai passanti che hanno urlato al grido "assassino ti ammazziamo". E' dovuto intervenire successivamente un funzionario per placare gli animi e ribadire che al momento non ci sono persone indagate né tanto meno fermate. "Non c'è nessuna svolta, né ci sarà nelle prossime ore - ha affermato il capo di gabinetto Anna Palmisano. "La situazione - ha aggiunto - è fluida e le indagini proseguono su diversi fronti. Lasciateci lavorare".

Nessuna svolta nelle indagini dell'attentato all'Istituto professionale Morvillo-Falcone e il responsabile responsabile della strage resta ancora senza un nome ed un volto. Sempre ieri pomeriggio si sono svolti i funerali di Stato di Melissa, nella chiesa madre di Mesagne, a cui hanno partecipato quasi diecimila persone.

Durante l'omelia l'arcivescovo ha lanciato un appello ai responsabili della strage: "Per voi fratelli omicidi c'è una chiamata a vita nuova. Costituitevi: meglio una punizione della giustizia umana che rimanere in una falsa libertà che diventa presto autocondanna e autodistruzione. Siete chiamati ad una conversione sincera, per recuperare una dignità a cui non potete rinunciare per sempre".

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