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Clima, il progetto dell'unione europea

Inverni caldi, brusche variazioni climatiche e clima non più mediterraneo. Sono solo alcuni dei sintomi che indicano il surriscaldamento del Pianeta terra al quale l'Europa cerca di rispondere con un super-piano in grado di tenere il surriscaldamento entro i due gradi. Come? Attraverso gesti semplici, come il taglio agli sprechi d'acqua, o modificando abitudini millenarie, come quelle legate all'agricoltura o alle vacanze estive, ma anche con opere titaniche, come l'innalzamento delle dighe e lo spostamento di porti e città a rischio di inondazioni. Una strategia contenuta nel Libro verde sull'adattamento al cambiamento climatico che sarà approvato mercoledì prossimo dalla Commissione Ue, mettendo in moto una serie di programmi e progetti che lentamente cambieranno il volto del nostro mondo.

Per l'Ue bisogna prepararsi a vivere in un territorio martoriato da inondazioni, siccità, incendi, tempeste, carestie e nuove malattie, visto che "un'azione immediata porterà benefici economici anticipando i danni e minimizzando le minacce all'ecosistema, alla salute, allo sviluppo, alla proprietà privata e alle infrastrutture". La proposta lanciata da Bruxelles, però, non incontra i favori della Cina. Pechino sostiene che la proposta dell'Unione Europea "non ha basi scientifiche". La Cina é pronta ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici ma la sua priorità rimarrà quella dello sviluppo economico. È questa la filosofia che ispira il piano elaborato dal governo di Pechino per far fronte ai problemi portati dal surriscaldamento del pianeta. Il piano, che è stato presentato qualche settimana fa, prevede che la Cina mantenga le emissioni gas inquinati nel 2010 allo stesso livello di quelle del 2005.

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