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Como, finalmente "marì e mijéé". Ecco il primo matrimonio in dialetto

Ieri mattina una coppia di Como si è legata in matrimonio pronunciando un "sì" davvero particolare. Si è trattato, infatti, delle prime nozze celebrate in dialetto. Nonostante le smentite dell'assessore leghista al Comune di Como Diego Peverelli, colui che un anno fa ha registrato il centralino telefonico del Comune in dialetto comasco, oltre che in italiano e in inglese, il matrimonio in stretto dialetto "lumbard" è stato celebrato a Palazzo Cernezzi, sede del Municipio di Como, proprio davanti all'assessore.

La scelta di sposarsi con rito civile, ma soprattutto in dialetto, è stata di una coppia comasca di mezza età. Ed ecco dunque che la formula finale è stata: "E adess v'el disi be'l ciaa'r: da quest mume'nt chi' sii mari' e mije'e", pronunciata però anche in italiano così come disposto dalla legge in base alla quale, inoltre, per le unioni civili, gli articoli 143, 144 e 147 del codice civile (diritti e doveri reciproci dei coniugi, indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia e doveri verso i figli) devono essere letti agli sposi in lingua italiana.

Ad asssitere alla singolare cerimonia giornalisti, fotografi e tanti curiosi. Nonostante ore prima la notizia dell'imminente matrimonio celebrato in dialetto avesse suscitato clamore, i due "spuss" si sono sorpresi del tanto interesse. I due avrebbero voluto stupire invitati e parenti, ma la stampa alla fine ha rovinato la sorpresa.

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