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Conclave 2013, dossier segreto preoccupa i cardinali: "Dobbiamo conoscere Vatileaks"

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Nel terzo giorno di sede vacante e a poche ore dall'inizio delle congregazioni, previsto per domani, si moltiplicano le voci sui motivi delle dimissioni di Benedetto XVI e cresce l'attesa per il Conclave che eleggerà il nuovo Papa, su cui aleggia l'ombra scura del 'dossier segreto' commissionato da Ratzinger a tre suoi fedelissimi, che fa tremare gli oppositori del vecchio Pontefice. Che cosa scriveranno, infatti, i tre porporati ultraottantenni Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi nel documento che hanno avuto ordine di consegnare nelle mani del prossimo Capo della Chiesa?

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Al centro del misterioso dossier, quasi certamente, ci sarà la vicenda del 'corvo' della Santa Sede, ovvero l'ex maggiordomo privato di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, e lo scandalo Vatileaks. La giustizia vaticana ha riconosciuto il primo colpevole di avere trafugato documenti riservati dall'appartamento del Papa e ha chiuso l'inchiesta sostenendo che l'uomo ha agito da solo, ma a quanto pare i tre cardinali nominati da Ratzinger hanno portato avanti un'indagine parallela, ascoltando decine di altri porporati, monsignori e laici della Curia. Un'attività che sta creando molta apprensione in Vaticano e che si somma alla preoccupazione per gli altri documenti del cosiddetto rapporto Vatileaks. La tensione è palpabile, al punto che oggi l'arcivescovo sudamericano di Tegucigalpa, Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, in un'intervista al Tg2 ha dichiarato: "Dobbiamo sapere cosa è successo nella chiesa nell'ultimo anno, conoscere Vatileaks".

Difficilmente però il suo appello sarà ascoltato, dal momento che la raccomandazione di Benedetto XVI va proprio in direzione contraria (ovvero di mettera a conoscenza della vicenda, nella sua interezza, solo il nuovo Pontefice), e dunque ecco le speculazioni e l'apprensione dei porporati, in particolare di quelli considerati 'oppositori' di Ratzinger. Il Papa emerito è sempre stato molto misurato nelle sue parole a proposito della situazione interna a Città del Vaticano, ringraziando anzi la Curia che non l'ha mai fatto sentire solo, tuttavia è innegabile che esistano correnti diverse e opposte in Vaticano, con 'ratzingeriani' verso antagonisti dell'ex Pontefice. E a poco conta che ancora ieri l'arcivescovo emerito di Torino, Severino Poletto, in un'intervista a Euronews abbia smentito le divisioni nel collegio cardinalizio, definendole una "invenzione dei giornalisti": la tensione è palpabile e stringe il Conclave come in una morsa.

E proprio a proposito di quest'ultimo, è sempre più probabile che la data di inizio sia il prossimo 11 marzo, dopo una settimana di congregazioni, durante le quali "ognuno potrà prendere la parola e intervenire liberamente" e chiedere chiarimenti su qualsiasi argomento, "anche su Vatileaks", come ha affermato il cardinale portoghese Josè Saraiva Martins. Padre Federico Lombardi, invece, dopo aver ribadito ancora una volta nell'editoriale di Radio Vaticana che Benedetto XVI nel rinuciare al suo incarico ha "dimostrato non meno coraggio" del suo predecessore, Papa Wojtyla, nel portarlo avanti nonostante la malattia, ha invocato "responsabilità" da parte di tutti nell'affrontare il Conclave e l'elezione del nuovo Pontefice.

Intanto a Roma oggi è stata la prima domenica senza Angelus, ma anche la prima del 'nuovo corso', con alberghi e strutture ricettive pronti ad accogliere le migliaia di pellegrini che arriveranno nella Capitale per 'partecipare' a un momento storico della Chiesa e una lunga coda di persone in attesa dello speciale annullo filatelico Sede Vacante MMXIII.

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