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Concordia, clandestini a bordo. Trovato un altro cadavere

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Il cerchio si stringe intorno al naufragio della Costa Concordia. E l'ipotesi che l'unico responsabile del disastro sia "Capitan Coraggio", Francesco Schettino, si affievolisce sempre più.

E' certo infatti che anche la Costa Crociere ha le sue colpe. A 10 giorni dalla tragedia si scopre che "l'inchino" non è stata una manovra arbitraria dello Schettino ma era stata concordata con la società. Tutto pianificato, dunque, per fare pubblicità alla Costa. La nave partì da Civitavecchia, come racconta il comandante, sapendo di dover "inchinare" al Giglio. Silvia Coronika, terzo ufficiale in coperta, racconta: "Quella notte ero di guardia in plancia. Il comandante, a circa 4 miglia dal Giglio, è salito sul ponte e ha disposto quasi subito l'inserimento della navigazione manuale. Il comandante voleva avvicinarsi per fare l'inchino."

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L'ad di Costa Pierluigi Foschi alle accuse di Schettino replica con un secco: "No comment". Un altro particolare agghiacciante emerge: a bordo della Concordia c'erano clandestini. Il capo della Protezione civile e commissario delegato all'emergenza sull'Isola del Giglio Franco Gabrielli ne è certo: "Ci sono 24 persone che dobbiamo rintracciare, inoltre c'è da identificare la cittadina ungherese il cui corpo, ancora non ufficialmente reclamato, è stato ritrovato ieri a poppa nella zona ristorante". Intanto il numero delle persone uccise nel naufragio sale a 13. Sabato è stato trovato il cadavere del tutto irriconoscibile di una donna nel ponte sette, a poppa della nave. La donna indossava il salvagente.

A confermare che la presenza di passeggeri non registrati sulla Concordia non fu un fatto isolato, arriva la testimonianza di un panettiere palermitano, Francesco Cottone, che lavorò sulla nave: "Sono sempre salite persone non registrate, io facevo imbarcare mia moglie e la mia famiglia" (L'intervista sotto).

I pm di Grosseto stanno cercando il pc portatile che il comandante Francesco Schettino portò fuori dalla nave e che affidò prima dell'arresto secondo le testimonianze a una donna bionda. "Si presentò come l'avvocato della Costa Crociere" racconta Davide Loreti, l'inviato di Newsmediaset, autore dell'intervista-scoop al comandante. "Una signora bionda, non alta, sui 40-50 anni, capelli mechati, un piumino beige. Irruppe nell'albergo Bahamas quando avevamo appena finito l'intervista col comandante, saranno state le 11.45 e notai anche una certa deferenza verso la donna da parte di Schettino. Ma ormai la nostra telecamera era spenta: purtroppo non abbiamo immagini di lei...". Il giornalista riferisce che dopo il rilascio dell'intervista la donna si arrabbiò molto con Schettino.

Il panettiere: "Clandestini a bordo"

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