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Concordia, rimozione e rigalleggiamento in diretta: il relitto lascia l'Isola del Giglio

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Tutto sembra andare secondo programma, in questa giornata di lavoro iniziata ben presto per i tecnici che dovranno ultimare le operazioni di galleggiamento della Costa Concordia e procedere alla definitiva rimozione del relitto dall’Isola del Giglio.

Costa Concordia, le foto della rimozione del relitto affondato

A coordinare il complesso intervento a bordo della poderosa nave da crociera affondata in seguito all’incidente del 13 gennaio 2012, il senior salvage manager Nick Sloane, incaricato di sovraintendere alle procedure di ripristino della stabilità del gigante del mare per tutte le ore necessarie alla conclusione della missione.

Il personale scelto per adempiere a tale delicatissimo compito vanta un’alta specializzazione e si terrà pronto a mettere in atto un eventuale piano alternativo, nel caso in cui il galleggiamento risulti impossibile, procedendo all’inabissamento di emergenza in un’area controllata dello scalo toscano.

(La Concordia si rialza, avviato lo spostamento dall'Isola del Giglio)

Dopo l’approdo a destinazione dell’ultimo traghetto proveniente da Porto Santo Stefano (i collegamenti con l’Argentario sono stati sospesi), ingegneri e operai hanno rialzato progressivamente la Concordia, in vista del distacco dalle piattaforme che precederà lo spostamento di 30 metri verso est, previa verifica sul corretto galleggiamento misurato in circa due metri in base al programma prestabilito.

Lo stesso Nick Sloane si è dichiarato fiducioso, anzi sicuro della integrità strutturale del relitto, mentre per esprimere un giudizio completo sulle prospettive di piena riuscita dell’operazione sarà necessario attendere le ultime ore della mattina, quando verranno confrontati i calcoli fatti alla vigilia con i dati concreti al termine della prima fase del lavoro.

Entro la serata, in ogni caso, saranno rivelati alla stampa i dettagli tecnici dell’intervento e forse gli abitanti dell’Isola del Giglio potranno tirare un sospiro di sollievo, mettendosi alle spalle almeno in parte l’incubo di un mare ferito pesantemente da un episodio traumatico, che oltre ad aver provocato la morte di 32 persone aveva alterato l’ecosistema, per via dell’enorme quantità di sostanze inquinanti rilasciate in acqua dalla nave affondata.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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