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Concorso scuola 2012, il bando non esce: scoppia la polemica

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UPDATE ORE 16:45. Il bando di concorso per reclutare il personale docente nelle scuole dell'infanzia, primaria, secondaria di I e II grado è stato appena pubblicato on line sul sito della Gazzetta Ufficiale Concorsi, a questo link: Testo del bando

Il cosiddetto "concorsone" della scuola, che per i prossimi due anni scolastici farà assumere 11.542 docenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, non smette di creare polemiche: la pubblicazione del bando di concorso era prevista per questa mattina sul sito del Ministero dell'Istruzione (Miur.it) e sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Concorsi (n.75). Un testo attesissimo di cui però non v’è traccia, né su una fonte, né sull’altra.

Bando di concorso per docenti 2012: in arrivo 12mila posti

Restano così in attesa i circa 160 mila docenti di ruolo che dovrebbero essere ammessi alla selezione, più i tanti laureati e diplomati che che potranno accedervi per determinate classi di concorso e ovviamente i precari della scuola che hanno duramente contestato la scelta di indire un’ulteriore selezione a fronte dei tanti docenti già formati, con anni di esperienza alle spalle con contratti a tempo determinato che aspettano l’assunzione.

Il ritardo nella pubblicazione del bando di concorso non fa che acuire le polemiche delle ultime settimane, che hanno visto come bersaglio principalmente il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, promotore del maxi-concorso (il primo dal 1999). Già prevista nella giornata di lunedì 24 settembre, la pubblicazione è stata rinviata di 24 ore, ma a questo punto sembra possibile l’ipotesi di un nuovo rinvio.

Intanto crescono le diatribe sul tema. Secondo la Flc - Cgil, i Cobas e l’Associazione professionale sindacale, questa scelta non servirà ad assorbire il problema di oltre 50mila precari della scuola, né a fare spazio ai giovani docenti. Una contestazione che è arrivata sotto la sede del Ministero durante la manifestazione nazionale di due giorni fa indetta dai Comitati Precari della Scuola. Le proteste al grido di "Profumo te ne devi andare" riguardano soprattutto la decisione di indire un concorso lungo nei tempi di realizzazione e costoso per le casse pubbliche (un milione di euro secondo le stime di Profumo, spese dovute soprattutto per i compensi dei membri delle commissioni giudicanti), che suona come un affronto verso chi ha già dimostrato sul campo le proprie competenze.

Una prova preselettiva di cultura generale, uno scritto e una prova orale con simulazione di lezione frontale: chi già lavora da anni in attesa di una cattedra non ci sta a dover dimostrare ancora di meritarsi quel posto, soprattutto se ha già conseguito laurea, Ssis, corsi di formazione e aggiornamento e magari ha affrontato anni di supplenza per scalare le immense graduatorie a esaurimento. Quello che ci si chiede oggi è: cos’altro bisogna dimostrare con questo concorso? Intanto però si resta in attesa che il bando chiarisca dubbi e perplessità.

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