Excite

Copenhagen, al via il vertice sul clima

Si apre oggi al Bella Convention Centre di Copenhagen il vertice Onu sul clima. Fino al 18 dicembre 15mila partecipanti in rappresentanza di 192 Paesi si confronteranno nel tentativo di scrivere una strategia globale per fermare il riscaldamento del pianeta e i cambiamenti climatici. Secondo molti questa Conferenza mondiale rappresenta l'estremo tentativo per evitare il disastro ambientale.

Proprio in occasione dell'avvio dei lavori 56 giornali di 45 Paesi hanno pubblicato oggi un editoriale comune chiedendo a tutti gli Stati, poveri e ricchi, di mostrarsi uniti. A pubblicare l'editoriale per l'Italia è stato il quotidiano La Repubblica dove si legge: "Oggi 56 giornali di 45 paesi stanno facendo un passo senza precedenti, quello di parlare con una unica voce in un editoriale comune. Lo facciamo perché l'umanità si trova ad affrontare una grave emergenza".

L'editoriale dice: "Se non ci uniamo per intraprendere delle azioni decisive, il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e con esso la nostra prosperità e la nostra sicurezza. I pericoli sono diventati sempre più manifesti nel corso dell'ultima generazione. Ora hanno cominciato a parlare i fatti: 11 degli ultimi 14 anni sono stati i più caldi mai registrati, la calotta artica si sta sciogliendo e i surriscaldati prezzi del petrolio e dei generi alimentari sono solo un assaggio della distruzione che ci attende. Sulle pubblicazioni scientifiche la domanda non è più se la causa sia imputabile agli essere umani, ma quanto è breve il tempo che abbiamo ancora a disposizione per contenere i danni. Nonostante tutto ciò, fino a questo momento la risposta del mondo è stata tiepida e debole".

Secondo quanto riportato dai 56 quotidiani i prossimi 14 giorni sono decisivi per delineare una strategia comune il cui obiettivo deve essere tentare di controllare il cambiamento climatico prodotto nel corso di secoli. "Ci appelliamo ai rappresentanti del 192 paesi riuniti a Copenhagen affinché non esitino, non si lascino prendere la mano dalle controversie e non si accusino reciprocamente, ma che ricavino delle opportunità dal più grande fallimento della moderna politica. Si dovrebbe evitare una lotta tra il mondo ricco e quello povero o tra Occidente e Oriente. Il cambiamento climatico colpisce tutti e deve essere risolto da tutti" recita l'editoriale.

I firmatari dell'editoriale sottolineano poi che non si ritiene che "Copenhagen possa ancora produrre un trattato in una sua versione finale", ma nel corso del vertice "i rappresentanti politici possono e devono trovare un consenso sugli elementi essenziali di un accordo giusto ed efficace nonché - e questo è un punto cruciale - su un rigido calendario per trasformare questo accordo in un trattato". Si chiede che il vertice dell'Onu sul clima di Bonn, che si terrà a giugno 2010, sia una "data ultima".

Su La Repubblica si legge ancora: "La trasformazione avrà un costo ingente che sarà in ogni caso molto inferiore al conto pagato per salvare la finanza globale e molto meno costoso delle conseguenze di non fare alcunché.cMolti di noi, nel mondo sviluppato in particolare, dovranno cambiare il proprio stile di vita. L'era dei voli che costano meno del tragitto in taxi all'aeroporto sta volgendo alla fine. Dovremo acquistare, mangiare e viaggiare in maniera più intelligente. Dovremo pagare di più per l'energia e usarne meno.cLa prospettiva del passaggio a una società a basso impatto di anidride carbonica contiene tuttavia più opportunità che sacrifici. Alcuni paesi hanno già verificato che abbracciare la trasformazione può portare crescita, posti di lavoro e una migliore qualità della vita".

Nell'editoriale i firmatari concludono scrivendo: "Per avere la meglio sul cambiamento climatico occorrerà che l'ottimismo trionfi sul pessimismo, che una visione di ampia portata trionfi sulla miopia, su di ciò che Abraham Lincoln chiamò 'i migliori angeli della nostra natura'. E' con questo spirito che 56 giornali di tutto il mondo si sono uniti per questo editoriale. Se noi che proveniamo da ambiti nazionali e politici così diversi possiamo concordare su ciò che occorre fare, anche i nostri leader possono farlo. I rappresentanti politici che si riuniranno a Copenhagen hanno la possibiità di decidere quale sarà il giudizio della storia su questa generazione: una che ha capito la minaccia e che ne è stata all'altezza con le sue azioni oppure una talmente stupida da aver visto arrivare la catastrofe e di non avere fatto alcunché per impedirla. Vi imploriamo di fare la scelta giusta".

Il quotidiano La Repubblica ha poi elencato i 56 quotidiani che hanno pubblicato l'appello.

 (foto © LaPresse)

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016