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Corona chiede la grazia "parziale" e invia lettera a Napolitano. "Voglio essere rieducato"

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di Simone Rausi

Fabrizio Corona ha chiesto la grazia al Presidente Giorgio Napolitano. Adesso è ufficiale. A confermarlo è Ivano Chiesa, legale dell’ex re dei Paparazzi, che a Repubblica racconta di come “La domanda di clemenza al Presidente della Repubblica” abbia preso “la strada per Roma”.

Adriano Celentano chiede la grazia per Fabrizio Corona

Il documento inviato al Quirinale porterebbe la firma dello stesso Fabrizio Corona. Una lettera più che un fascicolo burocratico. D’altronde, secondo la legge, a richiedere la grazia al Presidente può essere il condannato stesso oltre che il legale o qualcuno delle persone più vicine al diretto interessato. In realtà si tratterebbe di una richiesta di grazia “parziale” in quanto viene chiesto al Presidente di rimuovere dalle condanne i cinque ostantivi legati all’estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet (che tra l’altro ha negato di aver ricevuto minacce). È anche a causa di queste “aggravanti” che la condanna è lievitata a 14 anni e 2 mesi (poi ridotta a 9 anni e 8 mesi) ed è questo il reato che ha fatto giudicare Corona come “soggetto pericoloso”.

Niente sconti per Corona, niente percorso rieducativo e l’obbligo di restare almeno cinque anni in cella. Un trattamento alla stregua di quello riservato ai mafiosi, ha fatto notare qualcuno. Oggi, invece, quel percorso terapeutico che gli è stato negato Corona lo vuole. “Non voglio scappare dalla mia pena e farla franca. Voglio scontare la condanna ma chiedo aiuto per superare quel tecnicismo giuridico che impedisce al tribunale di concedermi l’affidamento terapeutico e poter così proseguire quel percorso di cura di cui ho bisogno” ha rivelato Corona.

Il “tecnicismo giuridico” così come lo chiama lui, sarebbe proprio il macigno piombato sulla condanna in seguito alla estorsione a Trezeguet ed emanato in quel di Torino. Tra l’altro, il percorso rieducativo a Corona, è stato richiesto pure dagli operatori sanitari del carcere. Prima di passare nelle mani di Napolitano, però, il “fascicolo” dovrà farne di strada. Si comincia con l’apertura di un procedimento per valutare il caso. Questo arriverà al Magistrato di Sorveglianza, poi al Ministro della Giustizia che a sua volta lo recapiterà al Capo di Stato.

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