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Corrida abolita, Podemos taglia i viveri agli spettacoli coi tori: svolta animalista in Spagna?

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Una tradizione secolare, sublimata dalla ricca letteratura del Novecento coi vari Hemingway e Nogales nel ruolo di cantori delle arene, non basta a garantire “vita eterna” alla corrida: la lotta (non proprio ad armi pari) tra l’uomo e il toro davanti alla piazza trepidante degli appassionati di combattimenti all’ultimo sangue, nella Spagna di Podemos sembra ormai avere le ore contate.

Grave incidente durante la corrida di San Isidro: torero incornato

La direzione tracciata dai tanti sindaci indignados eletti in ogni parte del Paese iberico è chiara e per vedere abolita definitivamente la corrida potrebbero bastare pochi mesi o qualche anno al massimo, complice una crescente sensibilità dell’opinione pubblica per i diritti degli animali allevati e “sfruttati” senza alcuna pietà al solo fine di garantire uno spettacolo cruento al sempre meno nutrico pubblico pagante delle plazas de toros.

I rappresentanti sia locali che nazionali di Podemos avevano assicurato ai loro sostenitori una svolta in tal senso, con tanto di impegno scritto nei programmi elettorali per la messa al bando nelle città amministrati dal movimento di Pablo Iglesias dei riti più crudeli finora “giustificate” da tradizioni culturali o religiose di antichissima data.

(Abolizione della corrida, associazioni animaliste contro la mattanza dei tori: video)

E la promessa non è stata tradita: da Valencia ad Alicante, passando per Villafranca de los Caballeros e Saragozza, gli animalisti hanno potuto cantare vittoria per il taglio dei finanziamenti ad ogni genere di spettacolo “sulla pelle” dei tori, mentre Gandia ha ufficializzato la cancellazione della corrida dai programmi degli eventi annuali.

Persino la Capitale Madrid, adesso amministrata dal sindaco Manuela Carmena, vedrà scomparire qualsiasi genere di contributo pubblico alla tauromachia, nonostante il seguito ancora rilevante di tale tradizione nella città più importante (e conservatrice, almeno storicamente) della Spagna.

Abolita ben quattro anni fa dopo qualcosa come 6 secoli a Barcellona, la corrida rimane in piedi in non poche regioni di un Paese che, anche in tema di diritti degli animali, vorrebbe chiudere i conti col passato aprendo le porte ad un futuro diverso.

L'obiettivo del superamento totale delle crudeltà sui tori, perseguito negli ultimi anni con crescente forza da gruppi politici, assocazioni e comuni cittadini, non è ancora dietro l'angolo, trattandosi di una battaglia di lungo corso, ma l'esempio dato dagli amministratori di Podemos è stato accolto dagli animalisti di tutto il mondo come una "vittoria" già significativa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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