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Costa Concordia, il naufragio: le telefonate di Schettino

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La dinamica del naufragio della Costa Concordia, avvenuto alle 21.45 di venerdì 13 gennaio, assume risvolti sempre più inquietanti in merito al comportamento del Comandante Francesco Schettino.

Tre sono le comunicazioni della Capitaneria di Porto di Livorno che gettano altro fango sulla condotta del Comandante, già in carcere quale principale responsabile della tragedia che, attualmente, conta 7 vittime accertate e 40 dispersi. Alcuni testimoni affermano che schettino fosse già a terra durante il primo contatto telefonico. Eccone una ricostruzione che ha davvero bisogno di poche interpretazioni:

ASCOLTA L'AUDIO DELLE TELEFONATE TRA SCHETTINO E LA CAPITANERIA

TELEFONATA h 00.32:
CdP: "Quante persone sono ancora a bordo?".
Schettino: "Circa 200/300...Ora torno sul ponte, Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo". (Secondo il comandante, a soli 40 minuti dall'abbandono della nave, 4000 passeggeri sarebbero già in salvo ndr)
CdP: "Rimarrà solo lei?"
Schettino: "Credo di rimanere solo io".

TELEFONATA h 00.42:
CdP: "Quante persone devono ancora essere evacuate?"
Schettino: "Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone" [...] "Io sto coordinando" [...] "Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando" [...] "Abbiamo abbandonato la nave".
CdP: "Comandante, ha abbandonato la nave?"
Schettino: "No, no, macché abbandonato la nave!"

TELEFONATA h 01.46:
CdP: "Adesso lei va a prua, risale la biscaggina e coordina l'evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?"
Schettino: "No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi".
CdP: "Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri".
Schettino: "Quanti?"
CdP: "Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos'hanno bisogno".
Schettino: "Va bene, sto andando"

Alla luce di queste conversazioni, le responsabilità del Comandante diventano, forse, totali. Alla "confessione" di aver abbandonato la nave quasi subito si aggiunge il mistero sul perchè di quella manovra azzardata e sul voluto ritardo nell'avviare le pratiche d'emergenza. Dalle ricostruzioni emerge che l'equipaggio, stanco di attendere un ordine di evaquazione che non arrivava, a un certo punto ha messo in atto un ammutinamento "a fin di bene": i membri del personale a bordo hanno infatti fatto uscire i passeggeri dalle loro cabine e preparato le scialuppe tredici minuti prima dell'ordine di "abbandono nave".

L'ULTIMA INCREDIBILE RIVELAZIONE:
Fonti ufficiali documentano un'altra, richiosissima manovra di "guida" messa in atto da Schettino il 17 dicembre a Marsiglia. A chiudere il cerchio la frase pronunciata dal Comandante il 13 gennaio, la notte della tragedia, quasi a voler dar prova di "manico" marinaro. Mentre i sistemi elettronici definivano la giusta rotta, come da prassi consueta, Schettino ordina: "Passiamo in manuale" [...] "Comando io".

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