Costa Concordia: in primavera il recupero del relitto

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La Costa Concordia resterà nelle acque del Giglio ancora per molti mesi: è stato infatti presentato il progetto dettagliato per la rimozione della nave guidata dal comandante Francesco Schettino e naufragata lo scorso gennaio. Il consorzio di imprese che si è aggiudicato l'appalto, la Titan-Micoperi, ha messo a punto un programma ingegneristico relativo a tutte le fasi di rimozione e recupero della nave. Una serie di operazioni che sostanzialmente confermano le decisioni già prese in sede di Conferenza dei Servizi e nelle precedenti riunioni dell'Osservatorio di monitoraggio (l'organismo che sovraintende alla corretta esecuzione del recupero).

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Secondo il piano, il riassetto verticale e il rigalleggiamento della nave da crociera dovrebbero avvenire entro la primavera del 2013: un periodo di tempo necessario per implementare gli ordini per la produzione e le complesse forniture di componenti e materiali necessari per le operazioni, che sono già stati avviati. L’85% della produzione e dei componenti sarà italiano, con la garanzia di generare un indotto positivo per l'intero sistema industriale.

Secondo il primo cronoprogramma dei lavori, diffuso dalla Protezione Civile, il piano giungerà a conclusione prima dell'inizio della stagione estiva, in modo da salvaguardare il fattore turistico. Una stima che potrebbe rivelarsi anche troppo pessimistica, perchè secondo quanto riportato dal quotidiano La Nazione, i vertici della Titan-Micoperi sono convinti che la rimozione potrebbe essere completata anche prima: "Non ci sono slittamenti nei tempi di rimozione, nessun ritardo che non si possa recuperare. Avevamo detto che avremmo rimesso in linea di galleggiamento la Costa Concordia entro febbraio 2013 e, se non accadrà nulla di rilevante anche sul fronte meteorologico, rispetteremo quella data".

Questi mesi di analisi e sopralluoghi tecnici sono serviti alla mappatura dei fondali e alla ricerca delle tecniche di perforazione più adeguate all'esigenza di prevenire e contenere possibili impatti sull'ambiente. Ad occuparsi del rigalleggiamento della Concordia sarà la Micoperi 30, la nave piattaforma già arrivata al Giglio, ma resta aperta la questione dello smantellamento del colosso, per la quale concorreranno diversi cantieri nei maggiori porti italiani.

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