Costa Concordia: indagato il timoniere di Schettino

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C'è un nuovo indagato nell'inchiesta della Procura di Grosseto sul naufragio della Costa Concordia. Dall'esito della perizia suppletiva ordinata dal gip è emersa la responsabilità del timoniere della nave, Jacob Rusli, che eseguiva gli ordini del comandante Francesco Schettino: secondo i periti che hanno analizzato la scatola nera, l'uomo si è reso protagonista di un errore nel mettere in atto i comandi, proprio poco prima della collisione della nave con lo scoglio al largo del Giglio.

Costa Concordia: le bugie di Schettino

Dunque Francesco Schettino non sarebbe l'unico responsabile della tragedia che ha segnato la morte di 32 persone lo scorso 13 gennaio: all'ordine di accostare a sinistra, il timoniere avrebbe invece virato dalla parte opposta. Uno sbaglio che probabilmente avrebbe potuto evitare una parte delle perdite umane, o comunque contenere i danni provocati dalla "manovra estremamente azzardata" che ha provocato l'impatto.

Le intercettazioni di Schettino sulla Costa Concordia

L'errore, che presumibilmente è dovuto alla concitazione eccessiva in plancia di comando negli attimi subito precedenti all'urto, ha vanificato il tentativo del comandante Schettino di correggere la rotta all'ultimo momento, quando era ormai chiaro che l'inchino avrebbe provocato un terribile impatto. Per questo, il timoniere Jacob Rusli è indagato per concorso in naufragio nell'inchiesta della Procura di Grosseto.

Il timoniere "non esegue prontamente quanto ordinato - spiegano i periti nella loro relazione finale al gip, aggiungendo che l'omissione è seguita da un grave errore nella direzione di accostata - quando il comandante decide di passare da barra al centro fino a 20 gradi barra a sinistra, il timoniere va a dritta arrivando fino a circa 20 gradi, come se avesse inteso dritta al posto di sinistra, per poi riportare la barra a sinistra, come ordinato, con un ritardo significativo". In pratica un comando eseguito al contrario, che ha aggravato notevolmente la situazione già critica.

Successivamente, dopo un intervallo di tempo di tredici secondi, il timoniere ha cercato di rimediare all'errore: "(...) probabilmente d'iniziativa, corregge a sinistra per soddisfare l'ordine iniziale di venti gradi a sinistra - scrivono i periti - senza produrre però un cambio di direzione della nave ma solo un rallentamento dell'accostata".

Intanto, per la compagnia Costa Crociere è in arrivo una richiesta di messa in mora: il comune di Isola del Giglio, costituitosi parte civile nel processo, ha chiesto il risarcimento delle spese sostenute dopo il disastro e sta procedendo ad una prima disamina dei danni generati, anche se la quantificazione è ancora in itinere e lo sarà finché il relitto della nave resterà all'isola del Giglio.

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