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Costa Concordia, la diretta di oggi della rimozione: la nave è in asse

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Quando questa mattina alle 4 la sirena della Guardia Costiera ha suonato, gli abitanti dell'Isola del Giglio hanno saputo che l'impresa degli "11 uomini d'oro" è andata a buon fine: la Costa Concordia è stata raddrizzata. Dopo 19 ore di lavoro ininterrotto e 610 giorni appoggiata su un fianco, la nave da crociera che il 13 gennaio 2012 è affondata dopo l'inchino a Le Scole, causando la morte di 32 persone, non è più un "relitto a metà": è verticale e appoggia su un falso fondale, a circa 30 metri di profondità, mostrando sulla fiancata di dritta l'impietoso abbraccio del mare. "Quando avrete modo di vederla con la luce resterete scioccati come sono rimasto io", ha commentato l'ammiraglio Stefano Tortora, secondo del capo della Protezione civile Franco Gabrielli nell'operazione di parbuckling.

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Dopo che ieri mattina le attività per la rotazione della nave sono iniziate con circa di 3 ore di ritardo, a causa di un temporale imprevedibile e molto violento che si è abbattuto sull'Isola nella notte, il lavoro degli uomini della Titan Micoperi è andato avanti senza intoppi fino alle 17, quando c'è stata la necessità di sistemare quattro dei trentasei cavi utilizzati per effettuare il parbuckling. Dopodiché le operazioni sono ricominciate e sono continuate a oltranza, con un unico obiettivo: raddrizzare la Costa Concordia.

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In 12 ore la nave ha ruotato di dodici gradi, staccandosi da due speroni di roccia che ne hanno impedito l'inabissamento, e a mezzanotte è arrivata a 24. A quel punto, gli uomini della Titan hanno aperto le valvole per riempire di acqua i cassoni di galleggiamento e la rotazione ha iniziato ad avvenire in modo spedito, finché alle 4 la nave è tornata in asse. "Mi sento sollevato", ha commentato Nick Sloane, il capo del team di ingegneri ed esperti che ha portato a termine l'operazione, che ha affermato di essere "molto orgoglioso", come il resto della sua squadra, per quanto fatto. Sloane, che alla fine della rotazione è stato accolto al porto del Giglio da un vero e proprio tifo da stadio, ha quindi spiegato che "ci sono molti danni sulla nave e bisogna fare delle verifiche", prima di trainarla al Porto di Piombino e smantellarla, come previsto. Cautela condivisa anche da Gabrielli, che nonostante l'evidente soddisfazione ha affermato: "La partita non è ancora finita e gli imprevisti possono verificarsi in ogni fase, anche al termine dell'operazione".

Intanto, quando la Costa è finalmente tornata dritta, il pensiero è corso con forza ai due passeggeri che ancora mancano all'appello delle 32 vittime, Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello, e Gabrielli ha dichiarato: "Quello dei dispersi resta un grande incompiuto: sarà difficile e complicato raggiungerli, i corridoi sono tornati corridoi, ma ci sono aree in cui è ancora difficile arrivare. Appena ci diranno che sarà possibile farlo, ci metteremo a lavoro per cercarli".


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