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Costa Concordia, scatola nera: "In avaria prima dell'incidente". Poi la smentita

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La Costa Concordia al momento del naufragio all'Isola del Giglio non aveva la strumentazione di bordo in perfetta efficienza: anzi, la scatola nera che registra i dati di navigazione non funzionava. Lo ha stabilito la perizia tecnica dei consulenti della procura di Grosseto. Per questo motivo infatti è stato così difficile in questi mesi capire cosa è successo quel terribile 13 gennaio.

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È stato infatti accertato che la nave era in avaria dal 9 gennaio, ben quattro giorni prima dell'incidente avvenuto che provocò la morte di 32 persone. Si scopre che la Costa Concordia viaggiava con le porte stagne aperte e mappe di navigazione non approvate anche se l'anomalia più grave è stata riscontrata nella scatola nera. Questi malfunzionamenti avrebbero portato all'evacuazione della nave al buio come del resto risulta anche dai verbali di testimoni e indagati interrogati in questi mesi.

Secondo il codice della Navigazione le navi non possono salpare se non hanno la strumentazione perfettamente funzionante. Il Codacons che assiste alcuni passeggeri ha presentato una denuncia alla procura di Grosseto firmata dall'avvocato Carlo Rienzi che chiede di "effettuare nuove verifiche anche sul blackout del sistema Martec che potrebbe aver provocato la morte di alcuni passeggeri".

Le norme di sicurezza impongono che tutte le porte stagne vengano chiuse a meno che non ci sia una deroga concessa dalla capitaneria di porto. Ma quest'autorizzazione, richiesta dalla Costa, non sarebbe stata rilasciata. Sono gli ufficiali di bordo a confermare che invece i dispositivi erano aperti perché, come dichiara a verbale Simone Canessa che era in plancia, "si trattava di una prassi utilizzata durante la navigazione per favorire il flusso delle persone che dovevano lavorare".

Spetta ora alla magistratura stabilire quanto ciò abbia influito sulle cause della tragedia: il codice della navigazione vieta infatti alle imbarcazioni di salpare in queste condizioni.

Aggiornamento ore 12.22
Arriva sul sito della Costa Crociere la smentita all'articolo del Corriere della Sera che riportava problemi di malfunzionamento alla nave naufragata il 13 gennaio 2012. Sul sito della compagnia si legge: "In relazione all’articolo apparso oggi sul quotidiano Corriere della Sera, la società Costa Crociere specifica quanto segue: la scatola nera (VDR), che si scrive fosse in avaria dal 9 gennaio, aveva segnalato solo un codice d'errore che non significava assolutamente che l'apparecchio non funzionasse, come in effetti è dimostrato dal fatto che i dati contenuti nella stessa sono risultati perfettamente in linea con le aspettative dei tecnici. Non vi è norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare".

Sul sistema che fornisce l'energia elettrica a bordo, la Costa Crociere specifiche che: "Non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino l’affermazione che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema martec che controlla l’energia elettrica, come verrà chiarito al termine dell'attuale fase procedimentale (Incidente Probatorio)".

Sulle mappe nautiche non autorizzare: "Infine, in merito alle carte nautiche: la nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche, cartacee ed elettroniche, necessarie per l'effettuazione dell'itinerario previsto, come verrà dimostrato al termine dell'Incidente Probatorio. E' compito del comandante in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa".

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