Excite

Costa, rischio disastro ambientale: 2000 Tn di gasolio in mare

  • Infophoto

Una corsa contro il tempo è scattata venerdì 13 gennaio non solo per recuperare i dispersi nel naufragio della Costa Concordia ma anche per evitare un disastro ambientale.

I serbatoi della nave sono pieni di oltre 2300 tonnellate di gasolio (di cui 2000 di heavy fuel e 300 di carburante più leggero). Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha già avvertito la Costa Crociere: dovrà presentare il piano per lo svuotamento dei serbatoi entro 48 ore. Meno di due giorni, altrimenti la situazione potrebbe trasformarsi in una catastrofe. Clini ha anche spiegato che giovedì al Consiglio dei Ministri verrà proclamato lo stato di emergenza.

La Concordia è appoggiata su un fondale di 30 metri se scivolasse più in basso (a pochi metri si apre un abisso), a causa delle condizioni metereologiche instabili, si inabisserebbe. A quel punto sarebbe un disastro ambientale, impossibile recuperare il gasolio e tutte le varie sostanze chimiche se la nave affondasse. Il relitto è già scivolato di nove centimetri in avanti e di uno e mezzo di lato e da giovedì in poi è previsto un peggioramento del meteo con mareggiate e onde alte fino a un metro e mezzo.

"Abbiamo lasciato due vie di fuga (una a prua e una a poppa) e 40 metri di distanza dalla nave per dare possibilità di intervento alle vedette delle forze dell'ordine. ", ha detto Lorenzo Barone, responsabile del progetto antinquinamento marino del ministero dell'Ambiente. Ieri, nelle acque antistanti l'isola del Giglio, è stato trovato del fluido oleoso che si sta cercando di circoscrivere utilizzando le cosiddette "panne", barriere protettive galleggianti anti-inquinamento.

Al Giglio sono arrivati tecnici e ingegneri della società olandese 'Smit Salvage' e di quella italiana 'Fratelli Neri', le società specializzate incaricate dalla Costa Crociere di recuperare il carburante. "Inizieremo i lavori prima possibile, non abbiamo ancora il via libera dei soccorritori, la priorità", spiegano, "va a loro. Finché esiste la possibilità, anche la minima, cercheranno di trarre in salvo i dispersi. Il nostro lavoro è subordinato al loro ok. Noi stiamo valutando la logistica, la possibilità sul come intervenire. Le nostre difficoltà sono identiche a quelle dei soccorritori: le condizioni meteorologiche". Le operazioni di "debunkeraggio", cioè aspirare il gasolio utilizzando delle navi cisterne per portarlo via dalla nave, una volta partite, dureranno circa 15 giorni.

A rischio c'è un ambiente, quello del Giglio, protetto. Ci sono settecento specie di flora e di fauna da salvare, il vero patrimonio dell'arcipelago toscano.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017