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Costanzo al Brancaccio. Proietti stupefatto

Non sarà più Gigi Proietti il direttore artistico del Teatro Brancaccio al suo posto Maurizio Costanzo. Se a poche ore dalla notizia erano arrivate dichiarazioni diplomatiche sia da parte del giornalista (“Proietti continuerà a scegliere gli spettacoli della prossima stagione”) che dell’attore, limitatosi a definirsi “stupefatto della decisione”, ora l’aria sembra essere cambiata.

La bufera è scoppiata dopo le dichiarazioni di Proietti a Radio Città Futura “Il nemico vero del Teatro di Roma, del Comune e di Proietti è Costanzo. Se avessero offerto a me la direzione di un teatro di Costanzo, ne sarei stato onorato ma avrei rifiutato oppure, quanto meno, avrei fatto prima una telefonata. E’ lui il mio "avversario culturale”. Gli spettacoli previsti da Gigi non ci saranno più. “Mi rifiuto di lavorare sotto la direzione di Costanzo. Piuttosto me faccio frate. Ci saranno i suoi spettacoli. Piaceranno molto al pubblico. Lo immagino, con Platinette e Calissano! Certo, al Brancaccio cambierà la cifra estetica. Non ci sono dubbi. Ma non voglio dire se in meglio o in peggio”.

Proietti prova a dare una spiegazione all’inaspettata defenestrazione “E’ successo che un proprietario non vuole più avere contatti con il Comune perchè evidentemente c’avrà un interesse economico. Del resto i proprietari degli immobili questo sono e questo fanno. Qualcuno gli ha offerto di più e lui ha dato a Costanzo la direzione artistica. Non so chi gli abbia offerto di più: Costanzo o qualcun altro”.

Costanzo, si giustifica così “ho aspettato tre mesi che Proietti, sicuramente indaffaratissimo, e altri dessero il via libera nella stagione del Brancaccio a un mio spettacolo che si chiama "Un passo dal sogno" che doveva addirittura aprire la stagione al Brancaccio. Quando si arriva a metà luglio e non si è ancora definita una cosa del genere, e vale per tutte le compagnie, non solo per me, vuol dire che c'è qualcosa che non va e può darsi che qualcuno si irriti . Non penso che ci sia stata malafede” ha aggiunto il nuovo direttore del Brancaccio “ma solo confusione, perché l'obiettivo era quello di inserire il lavoro del Brancaccio all' interno dell'attività del Teatro di Roma, ma io sono privato, ho sempre pagato di tasca mia, questa forse è la differenza, sono un po' anomalo”.

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