Crisi di governo: ultime consultazioni

Ultima, cruciale giornata di consultazioni al Quirinale: la crisi di governo muove i suoi passi finali. Oggi tocca a PD e Forza Italia.



Al voto subito o Governo istituzionale? Vota il nostro sondaggio I vostri commenti

La diretta:

18.23 - Lunedì prossimo, a Torino, la prima uscita ufficiale della Cosa Bianca: Pezzotta, Di Pietro, Baccini e Tabacci saranno insieme a discutere di questione morale, di caste e di futuro per l'Italia.

18.05 - Francesco Cossiga ha concluso la consultazione al Quirinale. "Non si può andare a votare con questa legge che ha creato instabilità. Ho detto al Presidente della Repubblica di cercare tutte le soluzioni possibili per un governo con un mandato limitato"

17.25 - "La Lega non è disposta a fare in questo momento giochetti di palazzo e ribadisce il suo no a qualsiasi governo, confermando l'asse con Forza Italia e An determinati ad andare subito al voto". Umberto Bossi, raccontano, lo ha detto a chiare lettere a Silvio Berlusconi durante un colloquio telefonico, mentre era in corso a palazzo Grazioli l'incontro tra il leader azzurro e i rappresentanti del Carroccio, Roberto Calderoli e Roberto Maroni. "Noi siamo netti, diciamo no a qualsiasi governo», non ci va bene un esecutivo istituzionale con Giuliano Amato o Franco Marini, sottolinea Maroni, che avverte: "Se il capo dello Stato dà un incarico a un altro che non sia Prodi, l'unico legittimato, perchè il voto alle ultime politiche ha espresso lui come candidato premier, non parteciperemo a nuove consultazioni".

17.00 - Il senatore a vita Francesco Cossiga è appena giunto al Quirinale per il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che riprende così il giro di consultazioni dopo avere ricevuto in mattinata i leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e del Partito democratico Walter Veltroni. Dopo Cossiga, saliranno sul Colle gli altri due ex capi di Stato Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi.

16.35 - "Andare subito al voto e non c'è spazio neanche per un incarico ad un altro che non sia Prodi, perchè il voto ha espresso lui come candidato premier e nessun altro è legittimato a tentare di formare un governo diverso da quello uscito alle urne". Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni, lasciando Palazzo Grazioli, al termine dell'incontro con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

15.50 - Franco Giordano (PRC): "Oggi Veltroni afferma di andare da solo, non siamo spaventati. Si persegue in una coalizione neocentrista, in caso di accordo non può che avvenire su temi stringenti sul lavoro dipendente, sui precari, sul mezzogiorno e sui diritti civili, su cui lo stesso Pd si è mostrato inaffidabile in virtù del peso che forze integraliste hanno avuto su questa materia delicata". "Proprio per questa ragione - prosegue - noi scegliamo di presentarci con liste unitarie a sinistra in grado di aprire una sfida che sottragga questo paese alla condanna di uno scontro solo fra una destra aggressiva e pericolosa, populista e liberista ed un centro identitario e tecnocratico. Per questo - aggiunge- la sinistra unita e plurale deve presentarsi alle elezioni e rappresentare non solo le 4 forze politiche, ma anche tanta parte di società civile, i movimenti, le realtà aggregative e di conflitto sociale".

15.12 - E' terminato qualche minuto fa il colloquio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il leader di An, accompagnato da Ignazio La Russa e Altero Matteoli, ha lasciato via del Plebiscito. A ribadire la linea di Forza Italia e Alleanza Nazionale è il capogruppo al Senato del partito di via della Scrofa: "Al voto senza ripensamenti", ha spiegato Matteoli ai cronisti.

14.32 - Renato Schifani (Fi): "Veltroni dovrebbe sapere che l'instabilità del governo Prodi non è certo dipesa dalla legge elettorale, ma da una eterogenea coalizione di sinistra che al Senato ha perso le elezioni con 250mila voti in meno, non è mai stata d'accordo sulle scelte da fare e ha danneggiato pesantemente l'Italia e gli italiani, rendendoli più poveri. Le motivazioni di Veltroni sono pretestuose anche perché la riforma elettorale si sarebbe fatta rapidamente se davvero lo si fosse voluto".

14.15 - "Non sarebbe nell'interesse del Paese tornare a votare con questa legge elettorale": lo ha detto il ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri, a margine della conferenza stampa in cui ha fatto un bilancio delle azioni del suo dicastero in questo anno e mezzo di governo. Secondo l'esponente del Partito democratico, "c'è bisogno di un assetto istituzionale e politico che dia stabilità e continuità all'azione di governo per almeno una legislatura". "Il Paese - ha aggiunto - e i giovani in particolare, hanno bisogno di riforme profonde, e per farle occorrono coalizioni meno frammentate e stabilità di legislatura. L'attuale legge elettorale non garantisce nè l'una nè l'altra".

13.54 - Il ministro del Lavoro Cesare Damiano: I 5 tavoli di concertazione che il Governo intendeva attivare a febbraio, per rilanciare il potere d'acquisto delle retribuzioni e la competitività del Paese, sono ora "bloccati" e "la responsabilità, la grande responsabilità, è di chi ha aperto questa crisi".

12.55 - Berlusconi: "Si al dialogo ma la nostra posizione rimane immutata".

12.48 - Forza Italia:"Se la sinistra non fosse così sicura di perdere, perché mai vorrebbe evitare le elezioni? E poi, ciò che ha detto Veltroni sulla legge elettorale è destituito di fondamento, perchè al momento della crisi di governo le posizioni erano molto distanti non solo tra centrodestra e centrosinistra, ma soprattutto e specialmente all'interno del centrosinistra".

12.44 - "Bene Berlusconi che ha ribadito come l'unica strada percorribile sia quella delle elezioni subito, respingendo qualsiasi altra ipotesi. Adesso al Capo dello Stato non resta che sciogliere le Camere e restituire la parola agli elettori": lo afferma Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera. "Le proposte avanzate da Valter Veltroni sono contrarie alla Costituzione e nascondono solo la paura cieca di essere giudicati dagli elettori dopo il fallimento del Governo della sinistra", conclude l'esponente del Carroccio.

12.39 - Silvio Berlusconi: "Un eventuale mandato a Marini sarebbe tempo perso".

12.30 - Veltroni: "A Napolitano abbiamo avanzato due proposte: fissare la data delle elezioni per la primavera del prossimo anno e nel frattempo attuare il disegno di riforma istituzionale presentato alla Camera". Seconda ipotesi "fissare sempre la data delle elezioni e fare la riforma della legge elettorale, affrontare la questione dei salari e la riduzione dei costi della politica. Le elezioni anticipate sono una alternativa che non corrisponde ai bisogni del Paese. Eravamo ad un passo da un accordo possibile e io credo che possiamo partire dalla prima bozza Bianco e da lì cercare una possibile convergenza per dare al paese stabilità e ai governi governabilità. Comunque ogni scelta di Napolitano avrà il nostro consenso".

12.21 - "Non è possibile realizzare rapidamente poche riforme istituzionali perchè bisogna intervenire sull'architettura istituzionale". Lo ha affermato Silvio Berlusconi al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricordando inoltre che "sulla riforma elettorale non si è trovato l'accordo in due anni. Come si può pensare -si è chiesto l'ex premier- di tenere il Paese che ha bisogno di un governo vero che governi da subito sospeso alla ricerca di qualcosa su cui non esiste neppure lontanamente la possibilità oggi di intravedere una piattaforma comune?".

12.05 - La delegazione del Partito democratico guidata da Walter Veltroni è al Quirinale nello Studio alla Vetrata a colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

12.00 - Al momento le forze politiche che vogliono il voto anticipato non sono la maggioranza assoluta (Fi, Lega e An). E' quanto sostengono fonti del Qurinale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non sarebbe quindi intenzionato a sciogliere subito le Camere ma, almeno nell'ipotesi minima, dare un mandato esplorativo al termine delle consultazioni.

11.45 - Berlusconi: "Questo sistema di voto dà una maggioranza. Non sono possibili rapide riforme".

11.40 - Berlusconi, appena uscito dal colloquio con Napolitano: "Non c'è altra strada che tornare al voto. L'attuale legge elettorale ha consentito piena governabilità alla Camera e non al Senato dove ha ottenuto meno voti". Poi ha aggiunto: "Mai parlato di marce su Roma".

11.38 - Il sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni, è appena arrivato i Quirinale per le consultazioni con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a seguito della crisi di Governo. Con lui, a quanto si apprende, il vicesegretario del partito, Dario Franceschini e i capogruppo del Pd alla Camera e al Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

11.30 - Rosy Bindi, intervistata da Maurizio Belpietro su Canale 5: Se si va a votare non è scontata la candidatura come leader del centrosinistra di Veltroni?, chiede il giornalista. "Non ho detto che non è scontata - risponde Bindi - dico che non è automatica. Non è la stessa cosa. Perché penso che comunque sia necessaria una scelta politica, una forte unità di tutto il nostro partito".

11.25 - "È francamente risibile parlare di un Berlusconi che annuncia una seconda marcia su Roma": lo afferma Gianfranco Fini. "Lui - prosegue - ha detto una cosa che viene richiesta a gran voce dalla maggioranza degli italiani: cioè di esprimere tutto lo sdegno possibile, con una civile manifestazione, qualora la disperazione dovesse portare alla nascita di un governicchio di brevissima durata solo perchè l'Unione ha il terrore di andare al voto".

11.05 - "Non mi piace il gioco attribuito a Casini. Che cosa sta preparando? Credo che responsabilità nazionale debba significare la parola al popolo, di fronte allo sfascio istituzionale. La si smetta e si scaldino i cuori degli italiani, con un nuovo governo, espressione del consenso popolare". Lo scrive nel suo blog il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

10.40 - Silvio Berlusconi e la delegazione di Forza Italia sono arrivati al Quirinale.

10.07 - "Se si vota, si può vincere o perdere, ma il centrosinistra mantiene una corenza utile per il domani". In una intervista a Il Giornale Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, ribadisce la necessità di andare subito alle urne altrimenti la Cosa rossa rischia di nascere "già morta". Il leader dei Comunisti italiani non crede ai nomi che circolano per un incarico al fine di formare governo tecnico: "Sui nomi di un finto dialogo, gli alleati stiano attenti: è un trappolone di Berlusconi per delegittimarci".

10.00 - La corsa solitaria del Pd "non ci spaventa. Siamo pronti ad accettare uan sfida per l'egemonia. Accelerando e mettendo in campo un nuovo soggetto, la sinistra unita. Per fare in modo che ci sia in campo un terzo soggetto, vivo e nuovo". In una intervista a Repubblica, il segretario del Prc, Franco Giordano, dice di essere pronto ad accettare la sfida di un Pd che corrre da solo alle prossime elezioni e annuncia: "Lanceremo il nostro candidato premier", anche se al Senato sono possibili le intese con Walter Veltroni.

09.45 - Ultimo giorno di consultazioni per il presidente Napolitano. Alle 10,30 inizia Forza Italia. Poi, dopo un'ora, il Partito Democratico-l'Ulivo. Nel pomeriggio toccherà agli ex presidenti: alle 17,30 Francesco Cossiga. Poi Scalfaro e infine Carlo Azeglio Ciampi.

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