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Da oggi in carcere anche se minori

In base alla legge Italiana, a differenza che in altri paesi (fra cui gli Stati Uniti, in cui la responsabilità penale è applicabile a partire dai 7 anni) per i minori di 14 anni accusati o giudicati colpevoli di un qualche reato si applica un sistema giudiziario e di pene diverso che per gli adulti. Giustamente si dirà, dato che non si può considerare un minore pienamente responsabile delle sue azioni e che comunque data la sua giovane età gli si deve dare in primis l'occasione di intraprendere una strada diversa, attraverso azioni riabilitative ed educative.

Il problema però è che come spesso succede di fronte ad una legislazione garantista persone senza scrupoli ne traggono profitto, e la non punibilità dei minori diviene rapidamente "impunità", andando ad accrescere il senso di insicurezza ormai diffuso. Ieri il giro di vite della Cassazione: la Suprema Corte, accogliendo un ricorso presentato dalla procura di Roma contro la scarcerazione di una piccola Rom pizzicata a rubare in un appartamento, ha stabilito che per i minorenni accusati di furto con effrazione o di scippo si applicherà da ora in poi lo stesso iter degli adulti e che potranno quindi essere trattenuti in carcere in attesa di giudizio. In effetti secondo la sentenza il carcere scatta solo in presenza di alcune fattispecie di reato, quali appunto "i reati di furto, aggravati perchè commessi in abitazione o con strappo", ma fornisce comunque un orientamento in base al quale potrebbero esserci altri pronunciamenti futuri.

La questione è sicuramente controversa. Da una parte la tendenza naturale sarebbe quella di considerare sempre e comunque il minore come "innocente", costretto a delinquere dalle situazioni socio-ambientali in cui si è trovato. Dall'altra c'è il punto di vista delle vittime, costrette a subire impotenti senza nemmeno la consolazione di un'azione di legge volta a punire il reato di cui sono state fatte oggetto. Un'altra questione è quella rappresentata dal luogo di detenzione: per i minori dovrebbero essere comunque previsti luoghi separati da quelli in cui vengono trattenuti gli adulti, dato il tremendo rischio di violenze ed abusi in caso contrario. Ma la carenza di strutture fa sì che non sempre ciò sia possibile. In un rapporto di Amnesty International per esempio si legge che In almeno 33 Stati degli Stati Uniti, minori sono stati processati e condannati alla stregua di adulti e sono stati incarcerati in prigioni comuni in cui hanno avuto (e possono avere) adulti come compagni di cella".

Infine almeno in Italia il sistema di pene dovrebbe essere volto a riabilitare e non a punire: ed è pensabile che un bambino possa in qualche modo migliorare la sua condizione psicologica, sociale, culturale, se trattenuto in carcere? in un mondo ideale forse sì, ma pensando allo stato attuale delle carceri italiane la risposta parrebbe essere senz'altro negativa.

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