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D'Alema - Forleo: la lettera a Paolo Mieli

Massimo D'Alema replica all'articolo "D'Alema accusa la Forleo" (qui l'articolo integrale) scrivendo al Direttore del Corriere della Sera. Ecco il testo della lettera:


Io, il caso Unipol e il giudice Forleo

Caro direttore,

sono rimasto stupito dall'articolo pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, annunciato in prima pagina con il titolo «D'Alema accusa la Forleo». Lo stupore nasce dal fatto che — voglio riconoscerlo subito —il Corriere ha informato su questa delicata vicenda in modo equilibrato e corretto e di ciò voglio dare atto. L'articolo in questione tuttavia riferisce in modo parziale ciò che io ho detto nel corso di un dibattito alla Festa dell'Unità di Modena.

Per venire al merito è certamente vero che io ho ripreso e argomentato i rilievi circa il carattere abnorme dell'ordinanza pervenuta al Parlamento dal gip Forleo. Tali rilievi sono d'altro canto presentati in modo esteso e argomentato nella memoria che ho presentato presso la Giunta del Parlamento e di cui diversi giornali hanno riferito. Gli argomenti peraltro non sono dissimili da quelli che con grande rigore Vittorio Grevi ha esposto in un suo commento pubblicato sulle colonne del suo giornale. Nel corso del dibattito ho tuttavia ribadito che considero doverosa e legittima l'azione della magistratura per accertare se vi furono illeciti nel corso del tentativo di scalata alla Bnl, illeciti di cui dovrebbero rispondere le persone che ne fossero riconosciute responsabili.

Ho ribadito inoltre che non intendo e non intendiamo come dirigenti dei Ds ostacolare l'opera della magistratura e che anzi personalmente sono disponibile a chiarire in qualsiasi momento con i magistrati di Milano le circostanze che essi ritenessero utile chiarire. Nell'articolo si torna ad accennare ai miei misteriosi incontri con Vito Bonsignore e al ruolo che avrei avuto in una presunta trattativa. Forse è utile ricordare che Vito Bonsignore ed io ci incontravamo molto spesso e certo non segretamente in quanto deputati europei; ed è del tutto naturale che chiacchierando e commentando ciò che ampiamente i giornali scrivevano in quei giorni egli abbia potuto dirmi di guardare con maggior favore ad una possibile iniziativa italiana rispetto all'offerta di una banca straniera per il futuro della Bnl. Non riesco a vedere in questa chiacchierata né nel fatto che io possa averne riferito agli amministratori di Unipol alcuna oscura trama, né alcun reato.

Massimo D'Alema

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