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D'Alessio e Tatangelo dal pm per inchiesta sui poliziotti infedeli di Marcianise: non sono indagati

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Le notizia dell’arresto di 3 poliziotti infedeli, nell’ambito della maxi-retata anticamorra sul territorio di Caserta e provincia, ha occupato le cronache locali e nazionali negli ultimi due giorni mettendo a nudo un “sistema” di potere malavitoso dai contorni inquietanti che ha a lungo visto marciare uniti boss campani, esponenti delle forze dell’ordine e cittadini insospettabili dediti ad attività criminali.

Tre agenti arrestati a Marcianise nella maxi-retata contro la camorra nel casertano

In secondo piano, ma solo all’inizio, era passato il coinvolgimento in via indiretta di un volto noto dello spettacolo, non coinvolto nei fatti oggetto d’inchiesta ed estraneo ufficialmente al raggio d’azione delle indagini, nella vicenda culminata nell’incarcerazione di tre agenti del distretto di Marcianise, incastrati da intercettazioni e testimonianze sulla partecipazione delle “divise sporche” al racket della droga e della prostituzione in Campania.

Il popolarissimo artista Gigi D’Alessio, caposcuola della musica neomelodica italiana, si avvaleva della collaborazione di Alessandro Albano, membro dello staff del cantante partenopeo talmente “amico” del personaggio pubblico da garantire personalmente la scorta anche fuori dai protocolli di servizio, come accadde ad esempio nel dicembre 2013 quando il poliziotto portò a destinazione con la volante la star attesa da un importante appuntamento alla Fnac di Napoli.

(Agenti in manette per droga e prostituzione a Caserta: giallo su scorta a D'Alessio)

Sia D’Alessio che Anna Tatangelo, fuori dagli elenchi degli indagati dalla Procura di Caserta in quanto privi di responsabilità per la condotta delle persone finite in manette, dovranno comparire al più presto di fronte al pubblico ministero antimafia Luigi Landolfi come soggetti informati dei fatti sui quali la magistratura sta indagando da tempo.

Da approfondire, nei prossimi giorni, la posizione di altri agenti attenzionati dagli inquirenti, riusciti ad arrivare sulle tracce dei poliziotti infedeli di Marcianise grazie alle informazioni ottenute da pentiti di camorra: alcuni tra gli affiliati (in divisa) all’organizzazione sgominata dalla Squadra Mobile di Caserta potrebbero aver usufruito del supporto operativo di una o più “talpe”, sfuggendo così ai controlli degli investigatori.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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