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Dario Biolcati, soffoca la madre e tenta il suicidio: motivi economici alla base del gesto

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Potrebbe essere un omicidio-suicidio quello verificatosi a Milano all'hotel Hermitage, un quattro stelle di lusso in via Messina, nella "Chinatown" milanese. Dario Biolcati, 31 anni, ha soffocato sua madre con un sacchetto di plastica intorno alla testa e e tagliandole le vene. Poi ha tentato di togliersi la vita: sulla scena del delitto Biolcati è stato ritrovato esanime con i polsi tagliati. Ricoverato in gravi condizioni, è stato posto in stato di fermo.

Una vicenda complessa, che vede Biolcati accusato dalla Procura di Milano di omicidio premeditato aggravato dal vincolo di parentela. Forse un atto dovuto per permettere agli inquirenti di indagare, visto che ad avvalorare l'ipotesi dell'omicidio-suicidio ci sarebbero anche alcune lettere ritrovate nella camera dell'albergo e scritte dalla vittima e dal figlio. Ritrovato in stato confusionale, forse anche a causa dell'assunzione di farmaci, l'uomo ha spiegato di aver aver aiutato la madre a togliersi la vita.

Alla base del gesto estremo ci sarebbero motivi economici: Biolcati e la madre avrebbero deciso di farla finita perchè strangolati dalla crisi. L'uomo aveva lavorato in passato nel settore delle pubbliche relazioni, anche per personaggi di spicco come Valeria Marini, poi è arrivato un lungo periodo di indigenza, cui Bilocati e la madre, che vivevano insieme in centro a Milano, non hanno potuto far fronte.

Ad avvertire i carabinieri è stato il padre di Biolcati: "Ho fatto un gesto insano" gli ha detto il figlio al telefono in modo confuso, dopo aver ucciso la madre. L'ultimo messaggio, lasciato sulla sua bacheca Facebook, è un semplice "Arrivederci". Il 31enne, che si trova ancora in ospedale piantonato dagli agenti, sarà interrogato dal pm Gianluca Prisco non appena si sarà ripreso dallo shock e sarà in grado di poter rispondere.

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