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Davide e Andrea Iacovone, bambini morti carbonizzati a Brescia. Il padre a ex moglie: "Te li ammazzo"

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Due bambini di 9 e 13 anni, Davide e Andrea Iacovone, sono morti oggi a Ono San Pietro (Brescia), carbonizzati nell'incendio che è divampato all'improvviso intorno alle 10.15 nell'appartamento dove il papà Pasquale viveva da tre anni. I piccoli sono stati ritrovati ormai privi di vita nei loro letti, mentre quando sono arrivati i soccorsi l'uomo era ancora vivo: trasportato in eliambulanza all'ospedale di Esine e poi trasferito a Padova, ha ustioni sul 90% del corpo e le sue condizioni sono disperate.

Pasquale Iacovone, le foto e i post su Facebook

Dopo le prime notizie circolate nell'immediatezza della tragedia, col passare delle ore la vicenda di Ono San Pietro ha assunto contorni che, se dovessero essere confermati, aggiungerebbero dramma a dramma. A quanto pare, infatti, Pasquale Iacovone e la madre dei bimbi morti, Enrica Patti, sono separati da quattro anni e in pessimi rapporti, con l'uomo che ha collezionato 10 denunce per stalking nei confronti della ex e ha rivolto a quest'ultima un'inquietante minaccia lo scorso 12 luglio: "Ammazzo te e tua madre. L'unico modo per farti del male... è che mi porto via i bambini 15 giorni e te li ammazzo", è la frase depositata agli atti della querela.

Parole che hanno iniziato a fare circolare l'ipotesi che il rogo dell'appartamento sia stato appiccato dall'uomo, trovando parziale conferma in un primo momento nel rinvenimento di una tanica di benzina all'interno dell'appartamento distrutto dall'incendio. Dopo il sopralluogo, tuttavia, il pm Eliana Dolce ha smentito la notizia, chiarendo che il reato di duplice omicidio ipotizzato a carico di ignoti è stato "un atto dovuto" per permettere le indagini, coordinate dal capitano dei carabinieri di Breno, Roberto Rapino, che ai media ha detto: "Le cause sono in corso di accertamento. Non trascuriamo nulla".

Se le autorità procedono con i piedi di piombo, chi invece non vuol sentir parlare di incidente è l'avvocato di Enrica Patti, Pierluigi Milani, che senza giri di parole ha affermato che quella di oggi è una "tragedia annunciata". Il legale ha raccontato che Iacovone "era ossessionato" dall'idea di "farla pagare" alla ex moglie: "Non accettava di essere stato lasciato. La insultava con frasi del tipo 'puttana, troia', di continuo, anche davanti ai bambini. E pure in pubblico diceva frasi del tipo 'ti spacco la testa'", ha riferito l'uomo, aggiungendo che nei confronti dei bambini praticava invece una forma di violenza psicologica. Una volta "aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio più grande, dicendo che l'avrebbe usato per uccidere la mamma. Così poi avrebbe avuto la mamma al cimitero e il papà in prigione", ha raccontato ancora Milani, spiegando che proprio per questa situazione Davide e Andrea a scuola "erano irascibili, irrequieti e non rendevano" e i servizi sociali stavano pensando di togliergli la patria potestà, "anche contro il parere della signora Patti, che temeva un ulteriore inasprimento dei rapporti".

Ieri, il giorno prima dell'incendio, a Iacovone è arrivato "il decreto di citazione per il processo penale per stalking per il 22 ottobre prossimo", ha spiegato l'avvocato e non si sa questo possa aver spinto l'uomo a oltrepassare i confini dell'odio e del rancore, fino a farlo diventare un killer. Stabilire che cosa è successo nell'appartamento di Ono San Pietro toccherà alle forze dell'ordine, ma intanto il piccolo centro sulle montagne del bresciano è sconvolto dalla tragedia, benché il sindaco, Elena Broggi, con grande lucidità e pacatezza abbia detto: "Sappiamo che i genitori erano separati e la situazione era pesante: i rapporti tra loro erano tesi, la donna aveva denunciato minacce e aveva paura che il marito potesse fare qualcosa, ma prima di tutto aspettiamo di capire com'è andata".

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