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Delitto Olgiata, fermato il filippino Manuel Winston

Si torna a parlare del delitto dell'Olgiata, a Roma, quello che ha visto vittima la contessa Alberica Filo della Torre, uccisa a 42 anni nella sua villa il 10 luglio 1991. Dopo venti anni è stato fermato il domestico filippino, Manuel Winston. L'uomo è stato incastrato dal Dna estrapolato su alcuni reperti. Il domestico filippino della donna è stato quindi fermato per pericolo di fuga.

Cosa sarebbe dunque accaduto quel 10 luglio del 1991? Si ipotizza che il filippino fece un furto, la contessa minacciò di denunciarlo e lui la uccise. Dopo anni di silenzio, le nuove tecniche investigative sembrano così aver dato una soluzione al caso finora irrisolto. Proprio come è accaduto per il caso di Simonetta Cesaroni, uccisa nel 1990 a via Poma, sempre a Roma. Le nuove indagini sul delitto dell'Olgiata sono state sollecitate da Pietro Mattei, vedovo della contessa. Mattei ha presentato un'istanza con la quale ha chiesto, attraverso l'uso delle nuove e più sofisticate tecnologie, in particolar modo quelle relative all'identificazione delle tracce biologiche, il riesame degli oggetti repertati nella stanza in cui avvenne il delitto.

Manuel Winston oggi ha 41 anni. All'epoca del delitto prestava servizio nella villa romana della contessa Alberica Filo Della Torre. Gli oggetti riesaminati sono stati un fazzoletto di carta con del muco, i pantaloni del filippino e di Roberto Iacono, figlio della governante della contessa, il lenzuolo del letto della contessa, lo zoccolo con il quale fu colpita alla testa ed alcuni suoi indumenti intimi. Dagli esami effettuati è risultato che il Dna dell'uomo è compatibile con quello prelevato su uno degli oggetti repertati nella camera da letto in cui è avvenuto il delitto.

In seguito a questi nuovi riscontri, il filippino è stato sottoposto al fermo di procura nel quadro degli accertamenti del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Francesca Loy, in collaborazione con i carabinieri del Reparto Operativo e del Ris. La procura dovrà ora chiedere la convalida del fermo. Commentando la notizia del fermo di procura per Manuel Winston, l'avvocato Giuseppe Marazzita, legale di Pietro Mattei, ha detto: 'C'è in me una grande soddisfazione, quel che appare certo fin da ora è che abbiamo fatto bene a chiedere nuove analisi del dna sui reperti oggetto dell'inchiesta. Finalmente abbiamo delle risposte'. E ancora: 'Abbiamo fatto bene ad opporci alla richiesta di archiviazione che era stata fatta anni fa sulla base di un accertamento tecnico da noi considerato fallace e in maniera non adeguata. Per fortuna abbiamo trovato un Gip che ha dato valore al nostro convincimento'.

Nella prima inchiesta, che si è poi conclusa con l'archiviazione e lo stralcio per consentire la riapertura di un procedimento penale, Roberto Iacono e Manuel Winston furono chiamati in causa. Secondo la procura i due avevano sufficienti motivi per nutrire rancore e risentimento nei confronti della donna. Di Iacono, a quanto pare affetto da problemi di natura psicologica, si diceva che non aveva gradito il licenziamento della madre, secondo alcuni testimoni mandata via perché chiedeva prestiti o aumenti di stipendio in continuazione; per quanto riguarda Winston, invece, pare dovesse restituire alla contessa un milione di lire e più volte era stato visto discutere animatamente con la donna.

 (foto © LaPresse)

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