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Delitto via Poma, Pietrino Vanacore si è suicidato

Si fà sempre più intricata la vicenda del delitto di Simonetta Cesaroni, avvenuto in via Carlo Poma, a Roma, nel 1990. Si è infatti suicidato a Maruggio, vicino Taranto, Pietrino Vanacore, il portiere dello stabile in cui è stata uccisa la giovane. L'uomo avrebbe dovuto deporre venerdì prossimo nel processo a carico di Raniero Busco, ex fidanzato della ragazza.

Come si legge su La Repubblica, l'uomo intorno alle 13 è stato trovato morto in mare. A quanto pare Vanacore si è suicidato legandosi una fune al collo assicurando l'altra estremità ad un albero o ad un gard-rail, poi si è lanciato nel vuoto in località Torre Ovo, vicino Marina di Maruggio, ad una quarantina di chilometri da Taranto.

L'uomo avrebbe lasciato due biglietti, uno sul tergicristallo della sua auto e uno all'interno della vettura, con sù scritto: 'Venti anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio'. Sul posto sono subito intervenuti il sostituto procuratore della Repubblica Maurizio Carbone e il medico legale. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Manduria.

Vanacore è stato arrestato il 3 agosto del '90, con l'accusa di omicidio tre giorni dopo il delitto; il 16 giugno '93 è stato prosciolto dal gip Cappiello perché 'il fatto non sussiste', decisione poi diventata definitiva nel 1995 dopo il ricorso in Cassazione.

L'avvocato Paolo Loria, legale di Raniero Busco, ha detto: 'La morte di Vanacore è troppo vicina alla scadenza processuale per non essere collegata. E sicuramente lui non se l'è sentita di testimoniare. Lui ha vissuto con rimorso sulla coscienza questa storia, e non perché lui fosse l'autore dell'omicidio, ma perché sapeva. Evidentemente, però, non poteva parlare neanche a distanza di anni. Non se l'è sentita, insomma, di affrontare i giudici, gli avvocati e la testimonianza in aula'.

 (foto © LaPresse)

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