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Denise Pipitone, intercettazione shock: "Vai a prendere la bimba". "Dove la porto?"

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E' ancora presto per parlare di una svolta, ma l'intercettazione emersa durante il processo a Marsala per la scomparsa della piccola Denise Pipitone può rappresentare un passo in avanti verso la verità. Per Piera Maggio si rieccende la speranza di sapere che fine abbia fatto la sua bambina, sparita nel nulla ormai otto anni fa a Mazara del Vallo mentre giocava nel cortile di casa, quando aveva poco meno di quattro anni.

Denise Pipitone: guarda il video-tributo

Il colpo di scena nel processo contro la sorellastra Jessica Polizzi, accusata di concorso in sequestro di minore, è un'intercettazione ambientale registrata il 24 novembre 2004, alle ore 19.15, meno di tre mesi dopo la scomparsa della bambina: una conversazione intercettata sullo scooter della ragazza, in cui si distinguono chiaramente le voci di due persone che parlano di Denise. "Va pigghia a Denise, ma Peppe chi ti rissi?" (Vai a prendere Denise, ma Peppe cosa ti ha detto?) dice una voce. E l'altra risponde: "Ma dunni l’ha purtari?" (Ma dove la devi portare?).

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A rivelare il contenuto dell'intercettazione è stato il legale dei genitori di Denise, l'avvocato Giacomo Frattizza, che ne ha chiesto la trascrizione durante un'accesa udienza, la ventiseiesima di questo lungo processo. In aula sono stati ascoltati anche gli investigatori coinvolti nelle ricerche di Denise subito dopo la sua scomparsa. Ed è emerso nuovamente un dato da sempre denunciato da Piera Maggio, ovvero gli errori commessi durante la prima, delicatissima fase delle indagini.

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I carabinieri che avviarono le ricerche a Mazara del Vallo furono depistati dalla famiglia di Jessica Pulizzi (sorellastra di Denise per parte di padre): quando gli agenti si recarono per la prima volta ad ispezionare l'abitazione di Anna Corona, madre di Jessica ed indagata di reato connesso in un secondo filone investigativo, furono indirizzati verso la casa di una vicina credendo invece di trovarsi invece nell'appartamento di Corona.

L'udienza-fiume è stata anche sospesa per qualche minuto a causa di uno scontro tra il legale Frazzitta e il padre naturale di Denise, Piero Pulizzi: uscito dall'aula, l'avvocato ha sorpreso il suo assistito mentre conversava nei corridoi del Palazzo di Giustizia con alcuni testi prima che questi fossero ascoltati. Dopo un diverbio piuttosto acceso, Frazzitta è rientrato in aula facendo presente al presidente del Tribunale Riccardo Alcamo la necessità di un controllo più severo sull'effettivo isolamento dei testi. "Cose simili non devono accadere anche se si tratta di un mio cliente", ha detto il legale, che era sembrato perfino in procinto di rifiutare il mandato affidatogli da Pulizzi.

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