Excite

Deriso perché gay, quindicenne si suicida: aperta inchiesta, web in rivolta

  • Facebook

La vita di Andrea è finita martedì scorso, al ritorno da scuola. Ma la storia che ha portato questo studente quindicenne a suicidarsi, impiccandosi alla scala interna della casa dove abitava, è iniziata molto prima, a novembre del 2011, quando alcuni suoi compagni di liceo hanno aperto su Facebook una pagina per prenderlo in giro, accusandolo di essere gay, perché vestiva di rosa, si truccava e a volte metteva lo smalto. Proprio come martedì, quando (pare) anche una delle sue professoresse gli ha fatto notare che non era opportuno presentarsi così a lezione.

Il documentario Second Class Citizens contro l'omofobia

La procura di Roma oggi ha aperto un'inchiesta per fare luce sulla vicenda e anche se al momento non ci sono indagati nè ipotesi di reato, non è escluso che si possa arrivare a contemplare l'istigazione al suicidio. Gli inquirenti infatti vogliono capire se la decisione del ragazzo di togliersi la vita è stata dettata da un disagio personale profondo - legato anche alla difficile situazione familiare - o se su di essa hanno influito in modo significativo le vessazioni e le prese in giro di cui era stato fatto oggetto dai compagni di scuola, culminate nella pagina Facebook che riporta il suo nome storpiato, seguito dalla scritta "il ragazzo dai pantaloni rosa", e con una foto che lo ritrae con una parrucca nera.

"Era un ragazzo estroverso, lo conoscevamo tutti. Vestiva in modo molto eccentrico, ma nessuno lo ha mai discriminato", si difendono oggi i ragazzi del Liceo Scientifico Cavour, frequentato da Andrea, ma a scuola in mattinata si è presentato il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, che ha affermato: "Casi di questo tipo sono tutt'altro che rari e ci sono scuole dalle quali riceviamo numerose segnalazioni di insulti omofobi. Peccato che non tutti i presidi siano così disposti a collaborare con noi. E, invece, la formazione dei ragazzi è tutto".

E della stessa opinione è la rete, che oggi si è mobilitata contro il bullismo, l'ignoranza e il pregiudizio che vengono riservati a chi esprime una sessualità 'diversa'. Così, su Twitter, il simbolo della protesta è l'ashtag #ioportoipantalonirosa, mentre su Facebook è un quadrato rosa al posto della foto del profilo. E le adesioni sono davvero tantissime, così come i messaggi di rabbia, di sdegno, di cordoglio per Andrea: "Che schifo di gente che esiste nel mondo, deridere e umiliare un ragazzo solo perché è gay. Riposa in pace", scrive @dobrevshair e @malikkslip dice: "E' assurdo. Smettete di giudicare le persone per quello che sono", mentre @giuly_TA grida: "Ogni giorno vedo ragazzi della mia età che si suicidano. Motivo? BULLISMO e OMOFOBIA. È il 2012. Non vi fate schifo?". Con la nota amara di @Angelavelaj: "Perché a scuola non si parla di questo? Perché sono venuta a saperlo solo da Twitter? VERGOGNA".

Per esprimere solidarietà ad Andrea e alla sua famiglia, l'Unione degli Studenti, il Link Coordinamento Universitario e la Rete della Conoscenza hanno organizzato per stasera alle 19.30, a Roma, una fiaccolata, mentre i funerali dello studente si terranno domani. Ma intanto oggi la mamma ha voluto ricordare il figlio su Facebook, scrivendo un post toccante: "Forse perché così mi pare ancora di parlarti, forse per questo entro ed esco dal tuo profilo, indosso il tuo pigiama, cerco tra i tuoi appunti, i tuoi disegni, le tue cose. Voglio abbracciare i tuoi amici perché voglio abbracciare te e tutto il tuo mondo. Non capiamo, non accettiamo. Ti vogliamo con noi e BASTA!", concludendo: "Eri ancora così acerbo, capace di un amore così grande, tu che ancora non avevi dato il tuo primo bacio. Con tutto l'amore che posso, riposa in pace figlio mio adorato".

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017