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Diaz, condanna ai vertici confermata. Cancellieri: "Resti nella storia"

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La Cassazione dopo nove ore di consiglio ha confermato le condanne nei confronti dei vertici di Polizia che nel 2001 furono responsabili delle violenze nella scuola Diaz di Genova. Sono cadute invece in prescrizione le sentenze relative ai reati di lesioni gravi per gli 8 capisquadra che la notte del 21 luglio di 11 anni fa fecero irruzione picchiando i no global che alloggiavano nell'Istituto.

Convalidata la condanna a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia; convalidati anche i 4 anni per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, oggi capo del reparto analisi dell'Aisi. Tre anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, attuale capo servizio centrale operativo. Convalidata anche la condanna a 5 anni per Vincenzo Canterini, ex dirigente del reparto mobile di Roma.

La quinta sezione penale ha stabilito che scatterà per i funzionari condannati la sospensione dal servizio dal momento che nei loro confronti è stata applicata la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. I vertici sono stati ritenuti responsabili anche di reato di falso in atto pubblico.

Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri è soddisfatto della sentenza che "mette la parola fine a una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane in questi 11 anni". "Questo non significa che ora si debba dimenticare. Anzi - precisa la responsabile del Viminale - il caso della Diaz deve restare nella memoria. Ma proprio le definitive parole dei giudici ci devono spingere a guardare avanti sicuri che le Forze di Polizia sono per i cittadini italiani una garanzia per la sicurezza e per la democrazia. Del resto - dice ancora - nessuno può dimenticare l'attività quotidiana di tante donne e uomini della Polizia che, con dedizione, professionalità e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti".

La Polizia "accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l'impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell'ordine e della sicurezza pubblica". Così il capo della Polizia, Manganelli, dopo la sentenza sui fatti di Genova. Manganelli ha espresso "apprezzamento e orgoglio per la maturità, l'onestà, la dedizione e l'entusiasmo con cui quotidianamente il Paese è servito dalle donne e dagli uomini della Polizia".

Dopo undici anni di attesa, le vittime (63 feriti, molti in maniera grave e permanente come il giornalista inglese Mark Covell, 93 gli arrestati in modo illegale rimasti in carcere tre giorni senza poter comunicare con nessuno) hanno ottenuto il via libero definitivo al diritto al risarcimento contro il quale si era battuta l'Avvocatura dello Stato.

Per la madre di Carlo Giuliani, ucciso negli scontri del G8, la sentenza dimostra che "la giustizia c'è benchè incompleta". Heidi Giuliani ha anche aggiunto che: "In verità le responsabilità sono più ampie e penso all'assoluzione dell'allora capo della polizia e al mancato processo per la morte di mio figlio".

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