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Diaz, De Gennaro: niente scuse e solidarietà ai poliziotti

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Venerdì scorso la sentenza sulle violenze avvenute alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 che ha condannato i vertici dell'eccellenza investigativa della polizia, e oggi a tre giorni di distanza parla Gianni De Gennaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi e Capo della polizia durante gli scontri: "Le sentenze della magistratura devono essere rispettate ed eseguite, sia quando condannano, sia quando assolvono. Un sentimento di affetto e di umana solidarietà per quei funzionari di cui personalmente conosco..

Il sottosegretario parla per la prima volta dopo 11 anni e lo fa per difendere ancora una volta i responsabili delle violenze. De Gennaro però non manca di esprimere "profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze". Anche lui, del resto, è stato processato in merito ai pestaggi di Genova. Accusato di istigazione alla falsa testimonianza De Gennaro è stato assolto in primo grado, condannato in appello a 1 anno e 4 mesi, e definitivamente prosciolto dalla Cassazione, che nel novembre 2011, ha annullato la sentenza d'appello perchè il fatto non sussiste.

Niente scuse alla famiglia di Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso durante quel G8. Il padre del ragazzo attacca: "De Gennaro prova dolore, ma non chiede scusa. Lui era il più alto in grado e quindi lui dovrebbe sentire su di sé tutte le responsabilità di quanto accaduto quella notte alla Diaz. Non mi sembra che nelle sue parole ci sia questo e in più dimentica anche di chiedere scusa". E ancora: "M'aspettavo altro. E invece c'è il solito cerimoniale, nulla di autenticamente sentito. Ripeto non ci sono le scuse e manca una ammissione di responsabilità".

Durissima la reazione di Vittorio Agnoletto portavoce del Global Forum al G8 di Genova non accetta le dichiarazioni dell'ex capo della polizia: "Le parole di De Gennaro sono opposte a quelle che ci si dovrebbe aspettare da un uomo che ha giurato di servire le istituzioni e che oggi rappresenta il governo; sono parole molto più simili a quelle di un capobanda che, dopo aver subito una sconfitta, resta consapevole dell'enorme potere di cui ancora dispone". Agnoletto sottolinea inoltre come "nemmeno una critica è stata levata verso i dirigenti di polizia condannati per reati estremamente gravi, ai quali va anzi la sua solidarietà".

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