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Dirigenti ThyssenKrupp: "operai troppo visibili in tv"

Il rogo della ThyssenKrupp che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre è costato la vita a sette operai sembra svelare, oltre alla drammaticità del fatto in sè, dinamiche aziendali dai tratti poco chiari e, se confermate, rivelatrici di una politica repressiva nei confronti dei lavoratori torinesi.

Corriere.it svela come, nel corso delle perquisizioni di giovedì scorso a Terni, relative alle indagini post rogo effettuate all'indirizzo dei tre massimi dirigenti italiani Thyssen: l'amministratore delegato Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz e Marco Pucci (già iscritti per omicidio e disastro colposo nel registro degli indagati), sia stato rinvenuto un dossier aziendale riservato, tradotto in lingua tedesca, in cui si traccia la situazione politica italiana e si discute in toni allarmistici delle reazioni sindacali e sociali e dell'atteggiamento dei media relativo al disastro di Torino.

Sempre secondo il Corriere i vertici aziendali tedeschi avrebbero posto l'accento sulla "lunga tradizione sindacale di stampo comunista" della realtà torinese, "dove già negli anni precedenti alla tragedia le condizioni ambientali apparivano sfavorevoli al mantenimento dell'attività produttiva".

Ancora più inquietanti i commenti sugli operai superstiti: "Gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime passano di televisione in televisione e vengono rappresentati come degli eroi. Un fatto, quest'ultimo, particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, che sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive".

Lo scoop del Corriere si chiude con un collegamento tutto politico contenuto, pare, sempre nello stesso dossier: secondo i dirigenti ThyssenKrupp "il governo guidato da Romano Prodi, che attraverserebbe comunque un periodo di crisi, potrebbe trarre vantaggio dall'estrema attenzione dei media sul rogo di Torino, che può esercitare, se non altro, un ruolo di calamita capace di distrarre l'attenzione dei lettori e dei telespettatori da altri e più urgenti problemi di politica interna".

Update:

Nuovi particolari del misterioso dossier. Con riferimento ad Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto della squadra arsa viva alla ThyssenKrupp di Torino, si legge: "L’operaio va fermato con azioni legali. Perché, in tv, sostiene accuse sempre più pesanti nei confronti della Thyssen. Pesanti e false per l’autore della nota (non firmata) che sostiene che la colpa dell’incendio è da attribursi agli operai, i 7 morti e il superstite: si erano distratti".

Incredulo Boccuzzi: "Ci mancava pure questa, ho semplicemente raccontato le cose per come erano andate, senza acrimonia. Ero choccato, lo sono ancora, può immaginare come va avanti la mia vita".

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