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Discovery partito per l'ultima missione spaziale

Ultima missione per il Discovery, il più anziano dei tre shuttle ancora in servizio. Con un lancio perfetto avvenuto dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, la navetta è partita per la missione Sts 133, l'ultima. Lo shuttle è entrato in servizio il 30 maggio del 1984 e ha giocato un ruolo decisivo nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). La missione Sts 133, che durerà dodici giorni, è stata progettata per portare su Iss le ultime parti del modulo italiano Leonardo e il robot umanoide Robonaut 2 che resterà su Iss in modo permanente. Il robot umanoide è stato progettato dalla Nasa e dalla General Motors per aiutare gli astronauti nel lavoro sulla Stazione Spaziale.

Discovery in orbita, la partenza - VIDEO

Il lancio è avvenuto con oltre tre mesi di ritardo a causa dei numerosi rinvii per la scoperta di quattro crepe nel serbatoio principale della navetta. Grazie all'assiduo lavoro dei tecnici, questa mattina il Discovery è potuto partire per la sua 39/ma ed ultima missione. Per l'occasione l'equipaggio dello shuttle è costituito da sei veterani, cinque uomini e una donna. Si tratta del comandante Steve Lindsey, del pilota Eric Boe e degli specialisti di missione Al Drew, Steve Bowen, Mike Barratt e Nicole Stott.

Lo shuttle si aggancerà alla Iss tra due giorni. Gli astronauti che dovranno lavorare sulla stazione orbitale saranno 12. Il loro compito sarà quello di agganciare il modulo pressurizzato permanente (Pmm) Leonardo al Nodo 1 della stazione orbitale, chiamato Unity. A quel punto l'Italia sarà il solo Paese europeo ad avere un suo modulo sulla Iss. Il modulo Leonardo, realizzato dall'Asi e costruito in Italia dalla Thales Alenia Space, è in grado accogliere esperimenti, attrezzature e materiali di supporto al lavoro degli astronauti.

 (foto © LaPresse)

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