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Nathan-Nancy Verhels, donna diventa uomo si pente e chiede eutanasia

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di Simone Rausi

Nata donna, morto uomo. E per mezzo di eutanasia. Una vita assurda quella di Nancy (divenuta poi Nathan), una sofferenza lunga 44 anni e mai passata, nemmeno dopo una serie di dolorosissime operazione per la conversione da donna a uomo e nemmeno dopo un percorso psicologico che, alla fine, lo ha condotto fino all'eutanasia. Già perchè Nathan ha scelto arbitrariamente di morire, si è imposto di scegliere la sua morte visto che non aveva potuto scegliere la sua vita, quella vita che non gli è mai calzata bene, come un vestito troppo stretto. Eutanasia, una scelta che nel suo paese, il Belgio, è contemplata dal 2002.

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In Belgio, quella che viene definita "la dolce morte" è consentita non solo per sofferenze fisiche insopportabili ma anche per sofferenze psicologiche da cui non si vede via d'uscita. Nathan la pace non l'ha mai trovata e, con una lucidità impressionante, ha rilasciato un'ultima intervista proprio dall'ospedale in cui avrebbe trovato la morte appena 24 ore dopo.

La vita raccontata da Nathan al quotidiano Het Laatste Nieuws è una girandola di sofferenze e di direzioni sbagliate, vicoli senza uscita. Nata in una famiglia fiamminga dopo tre figli maschi, Nancy non viene mai accettata. I genitori le ripetono continuamente "Se solo fossi stata un maschio" e la fanno vivere in uno sgabuzzino sopra un garage. Già dall'adolescenza la scoperta di essere attratto dalle donne, la voglia di sentirsi un maschio, il profondo senso di inadeguatezza in quel corpo. Nancy/Nathan comincia a vestirsi da uomo e a indossare jeans larghi. Nel 2009 la terapia ormonale, nel 2012 la mastectomia e l'intervento ai genitali. Nancy rinasce Nathan ma non si riconosce. Il suo aspetto la inorridisce, non si piace (e pensare che aveva perfino preparato dei confetti per la sua rinascita). «Ero nata male come bambina e come uomo ho ottenuto un corpo che odiavo» ha detto Nathan.

Il medico che ha seguito Nathan ha parlato di sofferenze psicologiche insopportabili. L'oncologo che l'ha seguito e gli amici più cari hanno dichiarato di quanto sia stata serena la sua morte. Il caso però ha letteralmente scosso il Belgio che, ancora una volta, si è interrogato sull'eutanasia aprendo ancora una volta la strada a dubbi, perplessità e polemiche che stanno facendo rumore in tutto il mondo. Quella stessa confusione, quel rumore assordante, che Nathan sentiva da sempre. Una tranquillità mai arrivata. Nemmeno adesso.

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