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Doina Matei: "Non sono un mostro"

"Credetemi quando vi dico che non sono un mostro". Doina Matei, la ragazza rumena protagonista della lite nella metropolitana di Roma finita con morte della giovane Vanessa Russo a causa della punta di un ombrello finita nel suo occhio, si confida al deputato di Rifondazione Comunista Elettra Deiana che è andata ad incontrarla nel carcere di Rebibbia dove la rumena è rinchiusa.

"Fino ad ora nessuno è venuto a farmi visita", ha detto Doina durante il colloqui con il parlamentare (riportato dal quotidiano "La Stampa").

"Le detenute mi hanno accolta bene, è molto importante, è un grande aiuto per me. Dietro le sbarre posso dimostrare di non essere un mostro. Non sono un mostro e stare qui mi aiuterà a farlo capire", afferma, risoluta, la rumena.

La parlamentare le chiede da quanto è in Italia e Doina risponde: "Da tre mesi anche se in passato ero venuta altre volte. Parlo bene l'italiano perchè è simile al rumeno e poi qui dentro leggo la Bibbia. Solo quella. Non ho bisogno di nient'altro".

La 22enne Doina aspetta in carcere la decisione del Tribunale del Riesame sulla sua scarcerazione. In patria la aspettano due figli, uno di 6, l'altro di 4 anni. "Sono in Romania, al momento, sono preoccupata per i soldi. Ora che sono qui non posso più mandare nulla, come faranno?".
Ad occuparsi dei due piccoli è andata anche la madre che, a quanto racconta Doina, si trovava in Italia con lei e ora è partita alla volta del piccolo villaggio della Romania dove vive ancora una parte della sua famiglia.

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