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Dolcenera: 'Che lagna il pop d'oggi'

'Sono stufa di questo manierismo, dei tanti, troppi cantautori italiani che rifanno sempre la stessa cosa per mantenere caldo il loro bell'attico sulla torre dorata. Siamo nel 2011, caspita, è tempo di darsi una mossa. Non parliamo poi delle cantanti. Tante sono lagnose, urlano quando non ce n'è bisogno e finiscono per assomigliarsi tutte'. Parola di Dolcenera, che è appena uscita col nuovo album L'evoluzione della specie e che del Ligabue di oggi, suo riferimento del passato, non ne può più: 'Lo amavo, lo amavo tanto, ma adesso lo ascolto e mi sembra che stia facendo il verso a se stesso. Sempre le stesse cose. Non c'è un'idea. Ligabue, fai qualcosa, facci sentire qualcosa di nuovo'.

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Il nuovo album della cantautrice di Galatina – per la precisione il quinto lavoro da Sorriso nucleare, del 2003 – è anticipato dal singolo Il sole di domenica, che sta raccogliendo un buon successo radiofonico: 'Ho usato strumenti classici ma con tanta elettronica e così farò anche nei concerti dal vivo – ha detto alla Stampachitarre che possono suonare come synth, il batterista che ha messo dei trigger sul tom e sulla grancassa così da risultare più secco, più metallico. Lo stesso vale per gli altri musicisti. E poi i testi. Non c'è quasi niente della vecchia Dolcenera che parla solo d'amore come nello scorso Il paese delle meraviglie. Ora non mi meraviglio più di niente. Le due parole che ho sentito sino allo sfinimento per tutto l'anno di gestazione del disco sono state crisi e precarietà ed era ovvio che riversassi la mia voglia di riflessione, di liberazione, di partecipazione'.

Fonte foto: musica.bloglive.it

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