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Contro il dolore ammesse urla e bestemmie

Combattere il dolore è una delle tante sfide mai vinte. C'è chi riesce a sopportarlo di più e chi meno, ma in ogni caso è sempre lui, il dolore, ad averla vinta. Adesso però uno studio universitario parla di una soluzione davvero inconsueta. A quanto pare, secondo una ricerca della Keele University, imprecare e addirittura bestemmiare dopo essersi feriti o infortunati riduce il dolore.

In poche parole, esisterebbe un legame diretto tra la tolleranza al dolore e gli insulti. Senti molto male? Urla più forte. Effettivamente se ci pensiamo, la reazione immediata e il più delle volte incontrollata ad una sensazione dolorosa è proprio l'urlo e l'imprecazione. Su questo non si discute. Ma come sono arrivati a dimostrarlo i ricercatori?

In un primo momento gli studiosi hanno fatto mettere nelle mani di alcuni studenti dei cubetti di ghiaccio mentre imprecavano. In un secondo momento hanno chiesto loro di ripetere l'esercizio pronunciando una frase non offensiva. I ricercatori hanno così potuto osservare che i giovani erano capaci di tenere in mano i cubetti gelati più a lungo quando ripetevano bestemmie e imprecazioni. In pratica, hanno visto che esiste un legame tra la tolleranza al dolore e insulti.

Ma perché accade ciò? Secondo i ricercatori questo effetto analgesico si verifica perché le imprecazioni scatenano la risposta 'combatti o combatti'. Gli studiosi ritengono che il tasso dei battiti cardiaci accelerati degli studenti che ripetevano le bestemmie possa indicare un aumento dell'aggressività. Richard Stephens, uno dei ricercatori, ha spiegato: 'Per secoli si è pensato che bestemmie e imprecazioni fossero un fenomeno linguistico umano quasi universale. Invece quest'azione si inserisce nei centri emotivi del cervello e si presenta nell'area destra del cervello, mentre il linguaggio è nell'emisfero sinistro'.

Foto: L'urlo di Munch

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