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Domenico Maurantonio, la madre dello studente morto in gita accusa: "Mio figlio lasciato solo"

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Non potrà mai rassegnarsi alla perdita del figlio né perdonare chi, forse, della morte di Domenico Maurantonio è in qualche modo responsabile, la madre del 19enne deceduto in gita a Milano.

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Affidando il suo disperato sfogo a Facebook con un post carico di amarezza e disperazione, Antonia Comin ha lanciato diverse accuse rivolte in primo luogo “all'istituzione scolastica” sotto la cui vigilanza il ragazzo sano e in buona salute” era stato mandato in gita dalla famiglia, ma altrettanto dure sono le parole rivolte a coloro che “hanno lasciato morire lo studente “nell'indifferenza generale”.

Il lavoro degli inquirenti è appena iniziato con l'interrogatorio dei compagni di stanza e dei possibili testimoni presenti nel luogo dell'incidente prima della caduta di Domenico Maurantonio da una finestra dell'albergo che ospitava la scolaresca: l'ipotesi del fatto accidentale al momento è poco probabile.

Da quanto rilevato in sede di investigazione nelle ore seguenti al decesso dello studente, precipitato da diversi metri dall'altezza al suolo nella notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio in un hotel, pare che la caduta sia stata favorita da una spinta oppure in alternativa da un'eventuale consumo di alcool o sostanze stupefacenti.

(Gioco goliardico o aggressione, le ipotesi sulla morte di Domenico Maurantonio)

“Se fosse rimasto a casa, sarebbe vivo perché noi avremmo chiamato l'ambulanza si legge nel messaggio scritto su Facebook dall'insegnante Antonia Comin per commemorare il suo unico figlio perso (restituito cadavere dalla scuola”) in circostanze ancora in gran parte da chiarire.

Decisivi ai fini dell'accertamento della verità sul decesso di Domenico Maurantonio, trovato morto alle 8 di mattina dal personale della struttura che ospitava la scolaresca in gita a Milano, potrebbero essere in questa chiave i risultati dell'esame tossicologico, delle analisi farmacologiche e del test genetico condotti dai periti su ordine dell'autorità inquirente.

Se quella del suicidio appare la pista meno credibile al momento, vari elementi sembrerebbero deporre a favore della tesi di uno scherzo a carattere goliardico finito male o di un'aggressione da parte una o più persone ai danni dello studente.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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