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Domenico Quirico libero, le prime parole dall'Italia: "Come avere vissuto 5 mesi su Marte"

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"È come se fossi vissuto cinque mesi su Marte, ho scoperto che i miei marziani sono malvagi e cattivi. Ho saputo solo oggi chi è il presidente della Repubblica del mio paese": sono queste le prime parole di Domenico Quirico, il cronista de La Stampa rapito in Siria lo scorso 9 aprile. Il giornalista è rientrato in Italia con un volo atterrato a Ciampino intorno alla mezzanotte tra domenica e lunedì 9 settembre 2013, dopo un'agonia lunga 150 giorni.

Domenico Quirico in Italia: le foto del giornalista e l'abbraccio con Emma Bonino

E' apparso stanco e certamente provato, ma comunque in buone condizioni di salute. Ad accoglierlo all'aeroporto c'era il ministro degli Esteri Emma Bonino, forse una sorpresa per Quirico, visto che quando è stato rapito, il governo non era ancora stato formato, e un gruppo di cronisti che ha raccolto le prime dichiarazioni del collega: "Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana - ha spiegato il giornalista - ma può essere che questa rivoluzione mi abbia tradito. Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un'altra cosa, molto pericolosa e complessa". La prigionia è stata difficile, Quirico confessa ai colleghi di aver avuto paura: "Sì. È stata durissima". E alla domanda "come ti hanno trattato?", il giornalista ha concluso: "Diciamo non bene".

Domenico Quirico libero, in volo dalla Siria verso l'Italia: l'annuncio del direttore de La Stampa Calabresi

Dopo l'abbraccio con il ministro degli Esteri Emma Bonino, che ha accolto sulla pista sia Quirico che il cittadino belga Pier Piccinin rapito insieme a lui, il giornalista de La Stampa ha dichiarato: "Chiedo scusa per avervi fatto preoccupare ma questo è il mio giornalismo". Un giornalismo che lo ha portato a raccontare la Primavera Araba e la guerra in Libia (nell'agosto 2011 venne rapito e liberato dopo due giorni), poi il conflitto siriano che dura ormai da oltre due anni. Una vocazione, più che una professione. Concetto che ha ribadito anche al telefono con il direttore de La Stampa Mario Calabresi, che ieri ha annunciato la sua liberazione: "È stata una terribile esperienza, ma sai qual è la mia idea del giornalismo: bisogna andare dove la gente soffre e ogni tanto ci tocca soffrire come loro per fare il nostro mestiere".

Oggi La Stampa titola a tutta pagina "Domenico Quirico è libero", a dimostrazione della gioia e del grande sollievo di tutti i colleghi per il ritorno a casa del cronista dopo 5 mesi di silenzio quasi assoluto. Dopo il videomessaggio delle figlie e la telefonata con la moglie a giugno si è continuato a trattare per la liberazione di Quirico, ma come ha raccontato Calabresi in queste ore, la paura c'è sempre stata, perchè alcuni dai luoghi di guerra non fanno ritorno, anche se è vero che "la speranza non era mai venuta meno" come ha detto il premier Letta. Grande soddisfazione ha espresso anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, manifestando "vivissimo apprezzamento per l'impegno dispiegato dal ministro Emma Bonino, dal ministero degli Esteri e dai Servizi per il successo di tutti i delicatissimi passi volti a garantire la libertà di Domenico Quirico".

Per il momento non sono stati resi noti i particolari della vicenda, che saranno illustrati dal ministro degli Esteri. Adesso è il tempo della felicità per il ritorno a casa. Ed è festa anche ad Asti, paese natale di Quirico, dove il giornalista può finalmente riabbracciare le figlie Metella ed Eleonora e la moglie Giulietta. Senza dimenticare che in Siria c'è un altro caso simile che aspetta di essere risolto, quello del gesuita padre Paolo Dall'Oglio, scomparso a luglio, su cui il ministro Bonino si era mostrata nelle ultime settimane "cautamente fiduciosa".

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