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Droga: calano i consumi, ma è allarme giovani

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Il consumo di droga in italia è in diminuzione ma, per converso, è in aumento il fenomeno della dipendenza tra i giovani e i giovanissimi, e non solo per quanto riguarda le sostanze stupefacenti: alcol e gioco, infatti, sarebbero due nuove pericolose passioni dei ragazzi del Belpaese.

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A rivelarlo è la Relazione Annuale 2012 presentata oggi in Parlamento dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, con delega alle Politiche Antidroga, Andrea Riccardi. Redatto dal Dipartimento omonimo su dati relativi al 2011 e al primo semestre del 2012, il rapporto evidenzia una generale contrazione nell'uso di droghe, ma anche "una lieve tendenza all'aumento per la cannabis" e una "ripresa dei consumi per gli stimolanti (ecstasy e amfetamine)" tra i giovani, soprattutto studenti.

Tra questi ultimi calano allucinogeni e cocaina, ma la 'devil’s dandruff', la 'forfora del diavolo', continua a essere usata tra i minorenni di 16 e 17 anni. Invece, nonostante "una diminuzione dei consumi" generalizzata, l'eroina, definita "micidiale droga", resta molto diffusa tra gli "studenti dell'Italia meridionale e insulare" e tra la "popolazione femminile". La contrazione dei consumi, infine, "sembra essere accompagnata da un aumento della frequenza di assunzione tra gli studenti che hanno provato eroina negli ultimi trenta giorni".

Ma non sono solo le droghe in senso stretto a destare preoccupazione tra gli addetti ai lavori: per Andrea Riccardi, in questo momento è da tenere sotto stretta osservazione i nuovi trend del consumo di alcolici, diffuso soprattutto tra i ragazzi, e del gioco d'azzardo, che riguarda trasversalmente giovani e anziani. In quest'ultimo caso, il ministro indica come via alla tutela "l'introduzione di una rigorosa disciplina sulla pubblicità e sulla conoscenza dell'alea connessa al singolo gioco".

Tra gli altri punti toccati durante la presentazione al parlamento, "l'incremento del periodo di tempo fuori trattamento e un arrivo sempre più tardivo alle strutture socio-sanitarie", la chiusura di numerose strutture per il recupero e le difficili condizioni economiche in cui versano molte altre, la tendenza a non sottoporre più i consumatori abituali di droga ai test per le principali patologie infettive correlate e la situazione dei tossicodipendenti nelle carceri italiane.

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Infine, interrogato sulla legalizzazione delle droghe leggere, il ministro Riccardi ha risposto glissando: "L'argomento, per la sua estrema delicatezza e le sue molteplici e rilevantissime implicazioni, richiede di essere affrontato nelle competenti sedi istituzionali, con i tempi necessari ad un confronto ricco ed articolato che certo non può realizzarsi nel breve periodo di governo che mi è stato affidato".

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