E' morto Gore Vidal, l'enfant terrible della letteratura americana

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Gore Vidal è morto ieri nella sua casa di Los Angeles: lo scrittore e drammaturgo statunitense, considerato un "enfant terrible" della cultura americana, si è spento in seguito alle complicanze di una polmonite, di cui soffriva da tempo. Lo ha reso noto il Los Angeles Time: a dare la triste notizia agli organi di stampa è stato il nipote dello scrittore, Burr Steers.

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Vero e proprio genio della drammaturgia, scrittore acuto e sensibile, nella lunghissima bibliografia di Gore Vidal, tra decine di romanzi, saggi e spettacoli che hanno incantato Broadway, spicca certamente “La Statua di Sale” ("The city and the pillar"), l'opera con cui a soli 22 anni, nel 1948, ha scandalizzato l'america puritana del dopoguerra. Il romanzo affronta apertamente e senza tabù il tema dell'omosessualità, raccontando la storia di un affascinante giovane della media borghesia americana innamorato del suo migliore amico.

Con occhio sempre critico, Gore Vidal ha illustrato magistralmente la storia della repubblica americana, dalla sua costituzione all'imperialismo del secondo conflitto mondiale nel ciclo di 7 romanzi dal titolo "Narratives of the empire". Abile sceneggiatore, ha scritto anche per la tv e soprattutto per il cinema, come "Improvvisamente l’estate scorsa" di Joseph L. Mankiewicz e il pluripremiato "Ben-Hur" di William Wyler.

Grande amante dell'Italia e della sua cultura, è apparso anche nel film "Roma" di Federico Fellini e ha scritto la sceneggiatura di "Dimenticare Palermo", di Francesco Rosi. Ha vissuto per anni a Roma e poi a Ravello, sulla costiera Amalfitana, nella villa "La rondinaia" che ha lasciato dopo la morte dell'amato compagno Howard Austen. Vidal sarà sepolto proprio accanto a lui, nel cimitero di Rock Creek a Washington D.C., in una tomba matrimoniale che ospiterà le spoglie di entrambi.

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