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E' reato di diffamazione dire: "Sei come la Lewinsky"

Secondo quanto sancito dalla V sezione penale della Corte Suprema paragonare una donna a Monica Lewinsky, ex stagista di Bill Clinton alla Casa Bianca, è reato di diffamazione. La sentenza della Cassazione ha stabilito che il paragone è offensivo e in quanto reato prevede il risarcimento danni.

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La Corte Suprema ha così deciso in merito al ricorso fatto da Gennarina M., una donna pugliese, che durante una controversia civile era stata accusata dall'avvocato Marcello D.V. di fare delle "farneticazioni uterine" e di avere una "natura lewinskiana".

In primo grado l'avvocato Marcello D.V. è stato assolto dal giudice di pace di Foggia, ma in secondo grado il legale è stato condannato per diffamazione dal Tribunale di Foggia. La donna pugliese, però, ha deciso di costituirsi parte civile in Cassazione chiedendo il risarcimento totale del danno subito, non solo quello per le spese del giudizio di appello. La Cassazione ha dato ragione alla donna in quanto l'espressione utilizzata dall'avvocato Marcello D.V. è "gravemente lesiva della sua reputazione".

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