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Ecco i braccialetti identificativi per gli ambulanti. E' polemica a Roma

Martedì, nel corso di un'operazione per riconoscere i venditori abusivi di merce contraffatta a Piazza di Spagna a Roma, i vigili del I Gruppo hanno fatto indossare un braccialetto di carta con impressi cinque numeri agli ambulanti abusivi fermati. L'utilizzo dei cosiddetti braccialetti identificativi per gli ambulanti ha sollevato le polemiche.

Secondo il presidente della Confcommercio di Roma Cesare Pambianchi, l'uso del braccialetto non è altro che uno strumento per agevolare le operazioni di riconoscimento dei venditori abusivi, che altrimenti sfuggirebbero alle azioni di controllo e repressione. Pambianchi ha quindi affermato: 'Ben vengano tutti i provvedimenti utili a debellare il fenomeno della vendita illecita di merce contraffatta in tutte le sue forme, e dunque anche il ricorso al braccialetto numerico, se necessario'.

Ma non tutti sono dello stesso avviso. Andrea Alzetta, capogruppo di Roma in Action in consiglio comunale, ha definito i braccialetti identificativi 'una trovata di pura propaganda nazista anni 30'. E ha aggiunto: 'Vorrei sapere quale norma giuridica consente di mettere collare e guinzaglio a chi commette un atto amministrativo'. Sottolineando: 'L'assessorato allo Politiche sociali farebbe bene a riconoscere e dichiarare il fallimento della sua gestione piuttosto che scimmiottare Tex Willer, e rendersi conto che Roma è una città dall'emergenza sociale altissima che non inizia dai venditori abusivi, ma dal basso reddito, dall'emergenza abitativa, dalla precarietà lavorativa'.

Secondo Fabio Alberti, portavoce romano della Federazione della Sinistra, quanto accaduto martedì a Piazza di Spagna è 'segno dell'ordinario razzismo che pervade questa amministrazione'. Alberti ha poi affermato: 'Non vi sono spiegazioni tecniche accettabili e sicuramente il braccialetto non sarebbe stato apposto se si fosse trattato di una retata contro 'padroni in doppiopetto' che utilizzano lavoro nero. La violazione della dignità e dei diritti umani di queste persone è palese'.

Di grave 'esperimento' ha parlato il segretario del Lazio della Cgil Claudio Di Berardino. Commentando il metodo utilizzato dai vigili del I Gruppo, Di Bernardino ha detto: 'E' un'immagine che rievoca rastrellamenti che non fanno onore alla storia di una città aperta come la nostra'. E ha aggiunto: 'L'immigrazione non va affrontata con la repressione e con le cacciate, ma con una politica di sicurezze. Invitiamo pertanto il sindaco e le prefetture ad accertare se ci troviamo di fronte ad una irregolarità e a una lesione della dignità umana'.

Alle polemiche generate dalla vicenda ha replicato il comandante dei vigili Angelo Giuliani che ha affermato: 'Respingiamo al mittente il tentativo di strumentalizzare la vicenda del cosiddetto braccialetto. Nessun venditore abusivo è mai stato identificato con questo mezzo che, quindi, contrariamente a quanto alcuni cercano di affermare, non è un mezzo di identificazione della persona'.

Il comandante Giuliani ha quindi spiegato: 'Si tratta di un semplice tagliando che, emesso a tutela dello stesso venditore abusivo, prima delle procedure per l'identificazione personale, abbina la merce sequestrata al soggetto fermato da identificare. Si precisa che tutti i venditori abusivi fermati, dopo le opportune spiegazioni, hanno volontariamente aderito a questa pratica a loro tutela e garanzia'.

 (foto © LaPresse)

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