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Eco: "I bambini, e non solo loro, non sanno più scrivere a mano"

Lo scrittore e semiologo Umberto Eco è preoccupato. Il 50 per cento dei ragazzi italiani ha seri problemi con la grafia e commette gravi errori di ortografia. Le persone non sanno più scrivere per colpa di computer e cellulare. Questi mezzi di comunicazione hanno fatto perdere la capacità di scrivere a mano. Ormai carta e penna sono state riposte nel cassetto a favore di schermo e tastiera, e i tanto utilizzati sms hanno letteralmente stravolto la lingua italiana. "Perché" è diventato "xché", "mi manchi" si è trasformato in "mi manki" e così via.

La denuncia di Eco arriva dalle pagine del quotidiano britannico Guardian. "I bambini, e non solo loro, non sanno più scrivere a mano" ha affermato lo scrittore. Eppure a pensarci bene la "tragedia" è cominciata prima dell'avvento di computer e cellulare. Tutto è iniziato con la penna a sfera. "La gente non aveva più interesse a scrivere in quanto, con questo prodotto, la scrittura non ha anima, stile e personalità" ha sottoloneato il semiologo che ha poi aggiunto: "E' ovvio che bella grafia non significa necessariamente fine intelligenza".

Eco ha poi spiegato: "La mia generazione ha imparato a scrivere a forza di ricopiare in bella grafia le lettere dell'alfabeto. Può sembrare un esercizio ottuso e repressivo, ma ci ha insegnato a tenere i polsi fermi sulle nostre scrivanie, sui nostri computer portatali". Secondo Eco il rimpianto della buona scrittura nell'epoca dei computer e dei cellulari è motivato dal fatto che "l'arte della scrittura insegna a controllare le nostre dita e incoraggia la coordinazione occhio-mano".

Lo scrittore ha affermato: "Le persone non viaggiano più a cavallo, ma molti vanno a scuola di equitazione. Esistono strade e ferrovie, ma le persone si godono a piedi i valichi alpini. Sarebbe una buona cosa se i genitori iscrivessero i propri figli a scuole di calligrafia per partecipare a gare e tornei".

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