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Egitto, è scontro tra cristiani copti ed esercito. Almeno 24 morti

  • LaPresse

Nella notte, nel centro de Il Cairo, in Egitto, sono scoppiati violenti scontri tra i cristiani copti e l'esercito. Tutto ha avuto inizio con la protesta dei copti per una chiesa incendiata la scorsa settimana dai musulmani, nella provincia di Assuan. A quanto pare sarebbero 24 i morti e oltre 200 i feriti. Gli scontri sono partiti nel quartiere di Shoubra, nel nord della capitale, e si sono poi allargati lungo il Nilo nella zona di Maspero, davanti alla sede della tv di Stato e a piazza Tahrih.

Alcune fonti hanno fatto sapere che nel corso degli scontri sarebbero stati lanciati bastoni e pietre e poi sarebbero anche partiti colpi di arma da fuoco. Secondo alcune voci, mentre i soldati sparavano per disperdere i manifestanti, qualcuno avrebbe sparato contro di loro. A quanto pare dal gruppo dei dimostranti sarebbero partite anche bottiglie molotov e lanci di pietre contro i soldati. E' stato a quel punto che i militari hanno risposto. Gli scontri esplosi a Il Cairo presto si sono trasformati in vere e proprie violenze interconfessionali tra musulmani e copti. Da un lato i cristiani copti hanno urlato: 'Dio è con noi, Cristo è con noi. Loro vogliono che l'Egitto sia uno Stato islamico, ma noi non ci arrenderemo'. Dall'altro i musulmani hanno gridato: 'Islam, Islam, Islam'.

In questo scenario, dove la violenza ha avuto la meglio, è intervenuto il primo ministro egiziano Essam Sharaf che, parlando alla tv e pubblicando un messaggio sulla sua pagina ufficiale sul social network Facebook, ha lanciato un appello alla calma, 'alla coesione e all'unione'. Sharaf ha detto: 'La nazione è in pericolo a seguito di questi eventi. Questi eventi ci hanno riportato indietro, invece di andare avanti per costruire uno Stato moderno su delle sane basi democratiche. La cosa più pericolosa che possa minacciare la sicurezza della nazione è di giocare con la questione dell'unità nazionale e di provocare la sedizione tra cristiani e musulmani e anche tra il popolo e l'esercito. E' questo lo scopo, ma noi non cederemo a questi complotti perniciosi e non accetteremo un ritorno indietro'.

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