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Ekaterina Parkhomenko, il mascara rubato e gli sciacalli dell'aereo caduto in Ucraina: verità o bufale?

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Sui grandi siti internazionali impazza la sequenza fotografica della ragazza ucraina, presentata per lo più come “la giovane separatista del Donbass, col mascara tra le mani e poi col viso ben truccato e un’espressione soddisfatta per il “trofeo di guerra” portato via dallo scenario della tragedia dell’aereo malese abbattuto da un missile nei pressi di Torez.

L'ultimo video di un passeggero dell'aereo malese caduto in Ucraina

Le fonti della notizia sono confuse e in parte contraddittorie, ma le immagini e il commento su Instagram postati da Ekaterina Parkhomenko poche ore dopo l’incidente del volo Mh17 hanno fatto il giro del web scatenando un’ondata di indignazione ancora ben tangibile sui social network in tutto il mondo.

Gli scatti incriminati e le frasi scritte dalla ragazza sono stati interpretati da gran parte del popolo della rete, complice una vulgata d’informazione forse un po’ superficiale e frettolosa nelle conclusioni, come una sorta di pistola fumante, o meglio una delle prove della spietatezza dei ribelli filorussi già accusati di aver colpito il Boeing sulla base di elementi probatori tutt’altro che univoci.

Sta di fatto che, sicuramente, anche nel teatro del disastro aereo avvenuto nell’area dell’Ucraina sotto il controllo dell’esercito separatista antigovernativo del Donetsk, non sono mancati episodi di sciacallaggio sugli effetti personali dei passeggeri deceduti in seguito all’esplosione del velivolo della Malaysia Airlines, con carte di credito e soldi nel mirino dei pochi o molti avvoltoi di turno.

("Mascara di Amsterdam", il bottino di guerra di una ragazza ucraina su Instagram)

Le segnalazioni venute fuori in queste ore, puntualmente raccolte da giornali e tv internazionali sono tante: una delle più eclatanti, oltre a quella relativa a Ekaterina Parkhomenko e il mascara rubato ad una donna morta in volo, riguarda il cittadino sudafricano Cameron Dalziel, vittima dell’incidente a Torez e tenuto in vita artificialmente dalla persona che si era impossessata della sua carta di credito trovata nella zona di atterraggio del Boeing.

Impossibile fare una scrematura dei racconti riportati da Daily Mail e altri quotidiani occidentali, ma la vicenda di Ekaterina Parkhomenko sembra aver conquistato per distacco il poco onorevole primato di scandalo del momento.

Il sospetto che, almeno in alcuni di questi casi, si possano essere affastellate storie di dubbia credibilità, quando non bufale vere e proprie messe in campo da una mano invisibile ad uso e consumo del facilmente eccitabile popolo del web, rimane più che legittimo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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