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Elisa Claps, su di lei violenza anche dopo la morte

Nuove terribili verità sul caso di Elisa Claps, la studentessa scomparsa il 12 settembre del 1993 a Potenza e i cui resti sono stati ritrovati lo scorso marzo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Chi ha ucciso la ragazza si è accanito sul suo corpo anche dopo la morte.

Ad affermarlo la paleontologa Eva Sacchi nella perizia depositata nei giorni scorsi alla Procura di Salerno, nell'ambito del primo incidente probatorio sul caso dell'omicidio della ragazza di Potenza. Del documento ne ha preso visione l'Ansa. A quanto pare, il perito ha scritto: 'Il taglio di tutti i vestiti e lo spostamento di alcuni di questi (operazioni svolte probabilmente anche rivoltando il corpo) necessitano che l'aggressore abbia continuato ad agire sul corpo stesso per un tempo relativamente lungo dopo la morte, o comunque dopo che la vittima non era più in grado di opporre qualsiasi resistenza'.

Nella perizia poi si legge: 'Tutti gli indumenti ad eccezione delle spalline furono tagliati con una forbice. Tali soluzioni di continuità sono state verosimilmente realizzate con l'intento di accedere al corpo della vittima dopo la morte... Il reggiseno è stato tagliato lungo la porzione mediana che divide le due coppe, dal basso verso l'alto. Lo slip è stato tagliato verticalmente lungo il fianco destro. Il top è stato tagliato verticalmente dal fianco sinistro fino alla zona del decoltè, o viceversa. Il pantalone è stato tagliato dal bordo inferiore della gamba destra, fino all'interno della tasca destra, arrivando quasi all'altezza dei passanti. Il pantalone è stato poi tagliato dall'alto verso il basso, posteriormente, a partire dal margine superiore fino a dietro la coscia destra. Verosimilmente quest'ultimo taglio è avvenuto per secondo'.

La paleontologa ha scritto: 'Sulla scena del crimine erano presenti almeno due tipologie differenti di armi: una forbice e una lama. L'insieme dei dati ottenuti dall'analisi dei danneggiamenti fanno supporre verosimilmente che la forbice fosse di medie dimensioni e la lama molto tagliente . Tutti gli indumenti della porzione del corpo, ad eccezione delle spalline hanno subito danneggiamenti da lama'.

La dottoressa Sacchi ha poi attentamente analizzato il 'bottone rosso' trovato vicino al cadavere. Secondo la paleontologa il bottone rosso può essere appartenuto all'abito di un cardinale. A tal proposito, il perito ha scritto: 'Ammettendo l'appartenenza del bottone a un abito talare, dato il particolare tipo di rosso, rosso ponso, ammettendo che il colore, (cosa verosimile data la composizione della fibra), non abbia subito una variazione, il bottone potrebbe essere appartenuto ad un abito cardinalizio'. Aggiungendo: 'I bottoni dell'abito talare cardinalizio trovati in un armadio dei locali della chiesa della Santissima Trinità non sono compatibili da un punto di vista strutturale con il bottone trovato nel sottotetto'. La dottoressa Sacchi ha poi concluso affermando: 'Le condizioni dell'abito, usurato e più volte riparato, e l'ottima condizione dei bottoni fanno ritenere possibile che i bottoni siano stati sostituiti'.

 (foto © LaPresse)

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