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Elisa De Bianchi, autista Atac aggredita sul bus: "Volevano ammazzarmi", allarme sicurezza a Roma

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Un incubo durato pochi interminabili minuti, in più riprese, quello vissuto dall’autista dell’Atac Elisa De Bianchi sabato nel tardo pomeriggio tra una fermata e l’altra del servizio di trasporto pubblico di Roma.

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Per la giovane conducente di bus dell’azienda capitolina, l’inferno è cominciato sulla via Polense, in direzione Tivoli, probabilmente a causa del mancato arrivo in orario di altri mezzi attesi da alcuni immigrati a vuoto per lungo tempo.

Durante la consueta manovra di rallentamento per il parcheggio nell’area adibita all’imbarco dei passeggeri, la trentatreenne romana si è trovata di fronte qualcosa di simile a una piazza in tumulto, con decine di extracomunitari inferociti e intenzionati a vendicarsi del (peraltro presunto) torto nel modo più violento.

Prima il lancio di una bottiglia contro i vetri dell’autobus, poi i calci e i pugni contro finestrini e porte, il tutto corredato da minacce esplicite all’indirizzo dell’incolpevole lavoratrice dell’Atac vista come responsabile del disagio subito e pertanto come nemico da punire.

“Mi gridavano di tutto, volevano ammazzarmi” ha raccontato Elisa De Bianchi ai giornalisti locali il giorno dopo l’episodio, denunciando di non essere stata difesa da nessuno né alla fermata né successivamente nelle altre tappe del suo calvario per le strade di Roma.

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Anche al capolinea di Corcolle, dove i responsabili dell’azienda avevano consigliato di dirigere la rotta per evitare problemi e sfuggire all’aggressione, il manipolo di rivoltosi armati di sassi e bastoni era folto e organizzato, tanto da indurre l’autista dell’Atac a rivolgersi disperatamente ad un collega, in mancanza di aiuto da parte di passanti e in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

“Qualcuno vedendomi al telefonino ha pensato stessi chiamando la polizia e si è allontanato, poi sono riuscita a mettere la marcia indietro e a fuggire verso la rimessa aziendale: lì sono stata raggiunta dal personale di sicurezza e da uno psicologo ricorda a fatica Elisa, rimasta sotto choc per l’accaduto e ricoverata in ospedale a fini di controllo.

La situazione, hanno poi rammentato i sindacalisti dell’Atac commentando i fatti di sabato scorso, sembra sfuggita di mano da tempo e sono tanti, troppi, i rischi per l’incolumità dei conducenti a causa delle violenze continue messe in atto da passeggeri incivili o malintenzionati.

Toccherà alle autorità competenti, sollecitate dai rappresentanti ufficiali dell’azienda di trasporto della Capitale ad un intervento tempestivo sul fronte della sicurezza sul lavoro degli autisti, porre rimedio ad un’emergenza di ordine pubblico ormai difficile da sottovalutare.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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