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Emergenza rifiuti d'oro, 1 milione di euro al vice di Bassolino

Un milione di euro all'anno: tanto guadagnava un subcommissario all'emergenza rifiuti durante la gestione Bassolino. Lo dice la procura: "più durava l'emergenza più si guadagnava".

La requisitoria dei pm Noviello e Forleo, durante l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino, dei vertici di Impregilo e di alcuni ex rappresentanti del commissariato straordinario ai rifiuti, cita i casi di diversi sotto-commissari: Vanoli, Paolucci e Facchi.

Raffaele Vanoli, ad esempio, prendeva un milione e cinquantamila euro all'anno. A Giulio Facchi e Massimo Paolucci andavano 800-900 mila euro. Corriere.it rivela che la stessa situazione si verificava anche quando il commissario non era Bassolino ma il prefetto Corrado Catenacci: in un'intercettazione telefonica il prefetto "si lamentava con l'interlocutore, perché il suo stipendio era di cinquemila euro mensili, mentre due tecnici della struttura commissariale intascavano cifre pari a un miliardo di lire all'anno".

I pm hanno ribadito la richiesta: rinvio a giudizio per Bassolino, i vertici dell'Impregilo e delle aziende associate, in tutto 28 persone, per i reati di di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e di frode in pubbliche forniture. Un'emergenza che - secondo i pm - sarebbe stata per alcuni una vera e propria gallina dalle uova d'oro.

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