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Emilia: terremotati dal 1° ottobre devono pagare le tasse

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Per l'Agenzia delle Entrate la proroga del pagamento delle tasse per l'Emilia colpita dal terremoto deve terminare come previsto, ovvero il 30 settembre, ma il governatore della Regione, Vasco Errani, non ci sta, perché "non è giusto che paghi l'Imu chi ha una casa inagibile", e insieme agli abitanti dei centri danneggiati dal sisma si prepara a dare battaglia allo Stato.

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Il prologo della vicenda risale allo scorso 14 agosto: alla vigilia della festa dell'Assunta, Errani inoltra all'Agenzia delle Entrate una richiesta di ulteriore differimento dei pagamenti per le popolazioni dell'Emilia che hanno subito perdite e danni in seguito al terremoto, ma l'Agenzia dice di no.

"La scadenza del termine di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari rimane fissata al 30 settembre 2012 fermo restando la possibilità di regolarizzare entro il 30 novembre 2012, senza applicazione di sanzioni e interessi, gli adempimenti concernenti le ritenute e relativi al periodo dal 20 maggio all'8 giugno 2012" si legge nella nota ufficiale diffusa il 16 di agosto. Una decisione giudicata "grave, offensiva per chi sta cercando, con enormi sacrifici, di tornare alla normalità" da Massimo Silingardi di Confesercenti e contro la quale il presidente della Regione Emilia Romagna si schiera in maniera decisa.

Quasi ricalcando certe atmosfere dei film di Don Camillo e Peppone, il 17 agosto Errani - che è anche il Commissario per la ricostruzione - torna alla carica a San Felice sul Panaro, paesino in provincia di Modena, e dichiara: "Torneremo a lavorare sulla richiesta di rinvio di tutti i pagamenti per chi ha la casa inagibile o ha avuto danni all'azienda", perché, come non si stanca di ripetere, "chi ha avuto la casa inagibile non può pagare l'Imu anche nel 2013, un imprenditore che ha avuto danni non deve pagare le tasse nel 2013".

E così si prepara a portare la questione direttemente al cuore del potere, a Roma, dove qualche alleato sembra avercelo. Il Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri infatti dichiara: "Le trattative non sono ancora chiuse", lasciando intendere la possibilità di un'ulteriore dilazione delle rate di Imu e Irpef.

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Intanto, però, il rischio di dover versare entro settembre, massimo novembre, i tributi dovuti allo Stato, per gli abitanti dei comuni delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo colpiti dal sisma è forte e concreto e sa tanto di amara beffa per tutte quelle persone che, subito dopo il terremoto, si sono immediatamente date da fare per fare ripartire la produzione e accelerare la ricostruzione. "Ancora una volta si sacrificano gli interessi dei cittadini e dei territori, in nome del rigore di bilancio" ha tuonato Rifondazione Comunista, ricordando che per fare cassa lo Stato può agire in altro modo, per esempio evitando "spese per opere dannose e inutili, come la Tav in Val di Susa e il ponte sullo stretto di Messina o l'acquisto di 90 cacciabombardieri per 15 miliardi di euro" e il suo antagonista politico storico, il Pdl, per una volta è d'accordo senza remore.

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