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Enrico Vaime: 'La tv è volgare per colpa dei telespettatori'

Uno degli autori più rappresentativi della televisione italiana e della radio, Enrico Vaime, è intervenuto, qualche giorno fa, a Castglioncello, in Toscana. In occasione degli 'Incontri al castello' ha presentato il suo libro 'Anche a costo di mentire', in cui spiega anche come nel tempo il piccolo schermo sia cambiato in peggio.

Intervistato dal Quotidiano nazionale, ha spiegato cosa significa essere autore: 'Abbiamo sempre cercato di salvare la faccia, di non doverci vergognare di essere autori di qualcosa. Abbiamo detto parecchi no. Avremmo dovuto dirne di più'.

Il cambiamento, secondo Vaime, c'è stato negli anni '70: 'Negli anni ’70 sono cominciate le trasformazioni di questo decadimento, è stata persa di vista una certa forma che era una delle nostre caratteristiche, abbiamo cominciato a sbracare e siamo peggiorati. Oggi siamo in un punto di non ritorno, abbiamo perso un certo pubblico che non ritornerà. La gente non sente l’esigenza di un’altra televisione'.

Troppi programmi prodotti all'estero e alcuni volgari: 'La tv sul piano delle trasmissioni storiche è fatta molto bene. L’intrattenimento non è tutto da buttare, anche se i programmi leggeri spesso rasentano la volgarità. Fino agli anni ’60 i programmi li produceva la Rai, adesso il palinsesto è gestito da produttori esterni e questo è un errore'.

E aggiunge che anche i cretini non sono più quelli di una volta: 'Una volta facevano tenerezza, oggi fanno rabbia per l’ignoranza voluta e per questo sono colpevoli'. Una condanna quasi totale alla tv, ma aggiunge che tornerà presto con un nuovo programma: 'Ho una notizia per te', con Maurizio Costanzo, Claudio Lippi e Giancarlo Magalli.

 (foto © LaPresse)

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